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Sensazione alla vista della “tenda verde”

Cronaca

Voglio essere sincero. Quando ho visto Silvia Romano con quella veste verde addosso, i capelli coperti, sorridente e felice, voi non ci crederete, ma ho provato, moltiplicata per cento, la stessa sensazione che ho provato alle volte davanti a monache di clausura, che dopo essersi precluse per sempre la possibilità non dico di farsi una passeggiata in riva al mare, non dico di trascorrere qualche giorno di festa con la famiglia almeno una volta l’anno, bensì di correre al capezzale di un genitore morente, dopo essersi privata volontariamente di tale libertà, dichiara, sorridente, d’essere felice e contenta. Una sensazione di grande pena ed irritazione ad un tempo.

La stessa sensazione di grande pena e d’irritazione, che provo quando una donna maltrattata dal marito, sottomessa al marito, serva del marito, dichiara candidamente d’essere felice così. Ed ancora non ero ancora a conoscenza del triste significato che ha quella veste verde, abito che, come ha affermato la sociologa di origini somale Maryan Ismail, non appartiene alle tradizioni del popolo somalo. Le vesti delle donne somale sono ricche di colori, di profumi.

 Ciò detto, disapprovo assolutamente qualsiasi espressione di odio o anche solo di antipatia verso Silvia Romano.

Renato Pierri 


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