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Confcommercio: “Prova di ripartenza superata”

Cronaca

di Marco Castelli

Alla grave crisi sanitaria da Covid-19, in Italia e nel mondo, si è affiancata una crisi economica senza precedenti, questa è cosa nota. A distanza di più di due mesi dalla chiusura forzata di molte attività economiche, com’è oggi la situazione?

L’avvio di qualche giorno fa sembra essere andato abbastanza bene ma vanno considerate le differenze che emergono scorrendo da settore a settore. Più di 2 bar e ristoranti su 3 avrebbero riaperto, così come 9 negozi di abbigliamento su 10.

A Confcommercio aderiscono varie Federazioni di settore, ciascuna delle quali spiega come va la ripresa nel rispettivo comparto economico.

La Fipe evidenzia un avvio del settore ristorazione piuttosto lento, se è vero che il 70% dei ristoranti e dei bar avrebbe riaperto, lo ha fatto solo con il 60% del personale che operava in precedenza. Ben 4 dipendenti su 10, quindi, non sono tornati al lavoro, il resto lo ha fatto munito di mascherine e di gel disinfettanti. L’ipotesi di installare i pannelli divisori tra i tavoli non ha visto un grande riscontro; nelle casse, invece, sono spesso presenti.

Da FedermodaItalia si apprende che “il 90% del fashion retail ha riaperto in sicurezza”, in tanti sembrano avere una gran voglia di tornare alla normalità, acquistando – in particolare – pantaloni, camice, intimo e calzature. Il presidente di FedermodaItalia, Renato Borghi, però dichiara: “Ora il settore ha bisogno di una risposta positiva all’emendamento sulla svalutazione dei magazzini”. Insomma, gli operatori della moda chiedono risorse per fare fronte alle perdite dovute allo stop di due mesi e mezzo.

Secondo Fiva (Federazione Italiana Venditori Ambulanti) poco più della metà dei mercati italiani avrebbero riaperto con le stesse categorie merceologiche del periodo pre-covid. I mercati coperti e su area attrezzata della Capitale sarebbero operativi al 100%, a differenza di quelli di una parte della Lombardia, della Sicilia e del Piemonte che stentano a ripartire. Nelle altre aree d’Italia la situazione non è uniforme e, nonostante alcuni mercati siano stati formalmente autorizzati, si valutano ancora le misure di sicurezza da adottare.

Sembra che quasi tutti i negozi di arredamento siano adesso aperti. Secondo Federmobili le problematiche che hanno dovuto affrontare i gestori sono state quelle della sanificazione dei prodotti e dei locali espositivi nonché la riorganizzazione degli uffici. Situazione simile per i gioiellieri, che secondo Federpreziosi hanno riaperto in massa dopo avere organizzato il tutto secondo le procedure previste. La federazione racconta un aneddoto: la prima vendita è stata un ciondolo – regalo “in sospeso” per la festa della mamma – acquistato da un ragazzino.


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