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Il vaccino anti Covid parlerà italiano

Noi e la Salute

Tanta speranza, poca paura

Di Riccardo Guglielmi

L’azienda italiana IRBM, fondata nel 2009 a Pomezia, lider nel settore della biotecnologia molecolare, sta collaborando con l’Istituto Jenner dell’ Università di Oxford per la preparazione di un vaccino anti Covid 19.  Donald Trump ha fatto stanziare 1 miliardo di dollari per contribuire alla sperimentazione e alla produzione del vaccino. L’AstraZeneca, la multinazionale nota in Italia per i farmaci di interesse cardiovascolare, provvederà alla distribuzione mondiale se saranno raggiunti i necessari accordi  che, secondo le premesse, dovrebbero essere ispirati a principi di etica e solidarietà. Forse a settembre la produzione di 400 milioni di dosi.  Obiettivo in caso di risultati positivi, aumentare la produzione sino a coprire la popolazione mondiale. Già in corso la fase 1-2 di sperimentazione su oltre 1000 volontari sani, tra 18 e 55 anni, in vari centri dell’Inghilterra.  Il vaccino dovrà essere  sicuro per la salute e dovrà essere efficace a fini immunitari.  Contro Coronavirus è necessaria collaborazione di tutti gli stati che possono investire nella ricerca. Il contributo scientifico italiano è importantissimo.  La nostra IRBM vanta studi sull’adenovirus influenzale che, depotenziato e trasformato, iniettato nell’uomo dovrebbe annullare gli effetti dell’ormai famosa proteina spike, responsabile di attaccare e infettare le cellule umane. L’istituto Jenner di Oxford ha già testato e utilizzato sull’uomo in Arabia un vaccino simile anti-Mers.  Sono tante le aziende, circa 118, al lavoro per la preparazione di vaccini anti Covid. Tuttavia è necessaria prudenza e pazienza. Ogni sperimentazione farmacologica segue tre fasi prima della distribuzione di massa. Non meno importante è la farmaco-vigilanza di quarta fase per evidenziare a 360 gradi gli eventuali effetti collaterali dei medicinali sulla popolazione. Un farmaco non deve essere più dannoso della malattia. Come italiani dobbiamo dare fiducia ai nostri ricercatori e fare il tifo che il vaccino su base italo inglese sia il più valido. Il vaccino parlerà italiano e alla nostra Italia non mancherà il diritto di prelazione.


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