fbpx

“Il re è nudo”

Basilicata

La frase è tratta da una favola di Andersen nella quale un imperatore vanitoso si fa raggirare da alcuni abili truffatori che gli propongono abiti in un nuovo tessuto meraviglioso che risulta invisibile agli sciocchi. Per ostentazione del re e compiacimento della corte nessuno contesta tale inesistente tessuto.

La frode è svelata da un bambino innocente che, appunto, esclama: “il re è nudo” durante la sfilata del re con i nuovi abiti.

“la verità vista con gli occhi di un bambino, verità vista da un innocente, quindi sincera e non “filtrata” da chi vuole compiacere una autorità, come appunto quella di un re, o segue le dicerie dei più.

Un bambino, che privo di pregiudizi ed influenze, quindi obiettivo, per primo tra molti, dichiara candidamente quella che è la verità sotto gli occhi di tutti.”

Da allora, l’espressione “il Re è nudo” ha assunto un preciso significato simbolico e cioè evidenzia il mettere a nudo, rimarcare e far emergere le debolezze delle pubbliche autorità. 

Il dilemma però non sembra solo questo, quanto se esistano ancora “bambini” (o “innocenti”) capaci di dire la verità o se anche loro siano diventati cortigiani come tanti altri in questo nostro Paese.  Un Paese dove pochi vedono il re nudo, la regina nuda, gli stessi membri della corte nudi. Un Paese dove anzi in tanti invidiano il re nudo e la regina nuda perché vorrebbero essere al loro posto, …anche se nudi!

 .Gli imbroglioni, del resto, hanno sempre saputo che il loro mestiere non è quello di convincere gli scettici, ma di permettere ai creduloni di continuare a credere quello che vogliono credere. E il loro mestiere lo fanno assai bene.

Questa nostra Terra, è un Paese meraviglioso, dove la gente non fa distinzione di specie, di genie, di ruolo, di cultura, e perfino di onestà, dove la gente si incontra per gruppi parlandosi addosso, ma senza che nessuno ascolti, e dove la forma vince sulla sostanza.   La linea tra il bene ed il male, la correttezza e la scorrettezza, non è solo sottile, ma curva e si declina costantemente a secondo del bisogno o della utilità.  I sentimenti sono per lo più finti e il mestiere vincente è la cortigianeria ipocrita e menzognera. In questo luogo i codardi sono ben nascosti e si camuffano per non farsi vedere, e la lealtà finisce con la à ma non si sa cosa sia mai stata e cosa sia. In questo Paese anche i “principini” (per dinastia) sono nudi ma nessuno sembra volerlo evidenziare.

E tutti aspettano che “altri” dicano quelle verità che in fondo sappiamo in tanti ma che neghiamo in tanti.

Ed adesso…. aspettando…. la Lucania è nuda e muore.

di Adriana Domeniconi


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE