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Il Fascino discreto del precariato ai giorni d’oggi

Diritti del Cittadini

Negli ultimi anni la condizione dei giovani che si trovano a muovere i primi passi nel mondo del lavoro è decisamente peggiorata.

Le formule contrattuali attualmente piu’ diffuse(es:collaborazione a progetto o a tempo determinato)non consentono di fare progetti,neanche a medio termine.

L’ acquisto di un’ auto o di una casa,ad esempio,è precluso a chi non è in grado di accedere ad un mutuo.

In questa situazione incide  sicuramente  il costo del lavoro ma,altrettanto,la difficolta’ delle imprese di avere sgravi fiscali per  assunzione anche di categorie dimenticate come gli over 40.

Ma se da un lato l’ economia avrebbe bisogno di giovani “piu’ spendaccioni”che  trainino i  consumi o di famiglie piu’ prolifiche (come la mia,ma con pochi sostegni),dall’ altro,attualmente mancano del tutto le condizioni affinche’ i neolavoratori, diplomati o laureati che siano,possano pensare al futuro senza troppe preoccupazioni.

Cosa fa un laureato al termine dei propri studi?Inizia i tirocini,si prepara all’ esame di Stato,si iscrive alla scuola di specializzazione…ma nel frattempo conduce una vita da precario,si rimbocca le maniche e cerca di realizzare un suo sogno!

Tanti sono oggi i precari,forse migliaia!Oggi,dopo l’ avvento del Covid-19 in crescita esponenziale in tutti i settori.Si parla per chi ha perso definitivamente il lavoro di Reddito di Emergenza,ma c’ è il paletto dell’ Isee,ti basta una casa di proprieta’ (ereditata o con mutuo ancora da pagare),che non ti fa accedere al beneficio. L’ ultima indagine Istat parla di 16,4 milioni sul filo dell’ esclusione sociale,il 27,3% degli Italiani.

Tanti hanno studiato,hanno partecipato a concorsi e qualcuno ha anche frequentato il corso di specializzazione….a pagamento,sia chiaro!

E si!Oggi in  tanti licenziati,alcuni per una protratta situazione congiunturale,altri per la pandemia e senza alcuna forma di sostegno da mesi,tanti negli anni passati costretti a lasciare la nostra terra,con lo spopolamenti di piccoli paesi della Lucania,della Puglia,della Calabria, per emigrare al nord,all’ estero,dove ci sono maggiori possibilita’ lavorative,sempre disponibili a ricominciare ogni volta con un nuovo contratto,nuovi amici e nuova formazione:essere veri depositi di informazioni specializzati al massimo ma per poco tempo!

Tanti si ritrovano a 50 anni,precari del Sud  con contratti e diritti che scadono ogni mese!

Professionalita’ ed esperienza oggi camminano  con  tanti giovani e meno giovani che ogni giorno affrontano questa avventura.

L’ impegno e la responsabilità fanno sempre sperare in qualcosa di definitivo,ma oggi è cambiato in maniera rapida anche lo stile di vita ed è quello che preoccupa,non ci sono certezze e non si possono fare progetti,dal single a chi ha moglie e figli da sostenere agli studi con una futura  poverta educativa da dover riscontrare,si perche’ se non hai la possibilità, un figlio anche se bravo a scuola è difficile che possa proseguire all’ universita’.

Finalmente c’ è il Sì dal Cdm al disegno di legge che contiene misure pensate per le famiglie  con figli.

Ora aspettiamo che il Governo velocizzi al massimo le procedure per la concretizzazione di queste misure, Assegno Unico  in testa!

Ricordo,che I figli dopo la maggiore età non hanno più spese, non sono più a carico familiare, e forse sono maggiormente di peso, vista la mancanza di lavoro, gli studi, le  loro esigenze, sembrerebbe che dopo i 18 anni i figli si volatilizzino, considerate che molte famiglie  tirano  con  un solo stipendio.

Samuele Bersani in una sua canzone si ricorda dei precari,canta la condizione di  tanti giovani che oggi vanno incontro al futuro e che sperano di poter costruire una società piu’ stabile e proficua per i propri discendenti.

Anche se con fatica saranno anche loro  gli Eroi post-Covid ,i precari e i  disoccupati con la speranza e la voglia di riscatto,che saranno sempre grati a chi offrira’ un lavoro, a chi concedera’ la  possibilita’ di far conoscere le proprie competenze e capacita’.

A questi e allo Stato chiediamo fiducia,la stessa fiducia che ci incoraggia a proseguire.

Antonello  Liuzzi


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