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No alla legge contro l’omofobia

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“I vescovi italiani si inchinano alla mobilitazione delle destre oltranziste presenti in aree dell’opinione pubblica e in alcuni movimenti del mondo cattolico. E quindi dicono no alla legge contro l’omofobia”, così scrive in un comunicato  Vittorio Bellavite, coordinatore nazionale di “Noi Siamo Chiesa”.

Ma che bravi questi vescovi! Anziché preoccuparsi di cancellare dal Catechismo della Chiesa cattolica, il termine “omosessualità” (ben tre pessimi paragrafi!) e di introdurvi, magari, il termine “pedofilia”, inesistente nel Catechismo, si preoccupano di un’eventuale legge contro l’omofobia. Hanno “timori per la libertà di pensiero” (è il titolo su Avvenire), e nessun rimorso per i pregiudizi nei riguardi degli omosessuali, creati dalla Chiesa, nessun rimorso per le tante sofferenze arrecate agli omosessuali. Una legge contro l’omofobia dovrebbe essere ben accolta dai vescovi, se non altro per rimediare a tutto il male che la Chiesa ha arrecato agli omosessuali, ed invece addirittura la osteggiano. Così va il mondo. Non si comprende che cosa c’entri la libertà di pensiero, con una legge che punisca chi offende o aggredisce un omosessuale per il solo fatto d’essere omosessuale.

Renato Pierri


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