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Addio a Milton Glaser, il grafico di ‘I love NY’ e del Bob Dylan pop art

Arte, Cultura & Società

L’artista ha avuto un infarto, ma già soffriva di problemi renali. È morto a New York, dove viveva, nel giorno del suo compleanno. Aveva compiuto 91 anni.

 È morto il designer che inventò il logo “I Love NY” e rivoluzionò la grafica negli anni ‘60, creando l’immagine iconica di Bob Dylan con i capelli psichedelici. Milton Glaser ha avuto un infarto, ma già soffriva di problemi renali.

Nato nel Bronx nel ‘29, cresciuto studiando arte anche in Italia, viveva a New York dove è morto ieri, nel giorno del suo compleanno: compiva 91 anni. Il suo nome resterà per sempre tra gli artisti che catturarono lo spirito del tempo degli anni ‘60 e ‘70 e della città più amata al mondo. Il logo “I Love NY”, realizzato utilizzando caratteri tipografici della classica macchina da scrivere, e il cuore al posto della parola “love”, venne creato nel ‘77 per rilanciare l’immagine di una città ferita dalla crisi e dalla criminalità. In poco tempo diventò un’immagine iconica a livello planetario. Il “cuore” è stato utilizzato per milioni di altri messaggi.

morto glaser i love new york
Milton Glaser incontra Barack Obama

Glaser, assieme al team con cui lo realizzò, lo fece gratuitamente, omaggio a New York. L’identificazione con la città fu talmente forte che dopo l’attacco terroristico dell’11 Settembre 2001, Glaser aggiornò il logo. “Sentii – aveva raccontato in un’intervista – che dovevo fare qualcosa per dare una mano. Quando hai un infarto, una parte del cuore muore per sempre ma rivaluti le persone che hai attorno”. Aggiunse al logo una striscia nera con la scritta: “Ora più che mai”. E fu un altro successo.

Grazie a Glaser venne rivoluzionata anche la grafica musicale e l’idea di poster: era il ‘66 quando creò l’immagine pop arcobaleno di Dylan, per la copertina dell’album-raccolta dei suoi “Greatest Hits”. “Con lo sviluppo della televisione – aveva spiegato nel 2009 – dovevamo inventarci qualcosa di rivoluzionario”. E così fu, al punto che l’immagine iconica di Dylan, con i colori e le forme ondulate, è finita nei musei di arte contemporanea. “Ma io ho sempre considerato lavoro, non arte, ciò che facevo“, aveva ricordato di recente. Un lavoro che sapeva prendere, però, spunto proprio dall’arte: le onde di colori psichedelici, aveva confessato Glaser, furono ispirati da un’opera di Marcel Duchamp e dell’arte islamica.  


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