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Le correnti dell’Ordine giudiziario azzerano credibilità della giustizia e giudici

Politica italiana

La gestione dell’arcipelago giustizia in Italia è divenuto un problema rilevante, che assume anche un rilievo che incide sull’equilibrio istituzionale. Da oltre un trentennio, nonostante una stragrande maggioranza di magistrati seri e preparati, un predominio assoluto nei ruoli di potere delle correnti politicizzate dell’Ordine giudiziario, a volte deviate, con alla testa alcune Procure, ha praticamente azzerato la credibilità del servizio giustizia e delle  relative carriere dei giudici. 

Negli anni 92/94 un vero e proprio golpe politico giudiziario, con la complicità di servizi stranieri e di un sistema mediatico asservito e manovrabile, ha di fatto debilitato l’impianto democratico nazionale, terremotando l’intero  sistema Paese, cancellando definitivamente, come conseguenza,  antiche ed importanti forze politiche  e finendo col produrre una profonda  alterazione del principio costituzionale dell’equilibrio dei poteri. La recente esplosione del caso Palamara, non ha fatto altro che rendere palese e non più occultabile, quanto tutti sapevano, ma che, per complicità o viltà, fingevano di ignorare e vigeva sin dai tempi in cui fu concepita la militarizzazione delle Procure.

Esse dominavano sovente i collegi giudicanti, avendo in mano il CSM e quindi le carriere dell’intero Ordine. Questo piano era stato concepito ed organizzato in modo perfetto da Luciano Violante, il quale, forse preoccupato per la pericolosità del meccanismo innescato, dopo essere stato Presidente della Camera, successivamente si è rifugiato in una posizione più defilata. Ormai il sistema tuttavia si era consolidato ed il ruolo dell’ANM, aveva trasformato il CSM   in  una sorta di arena, dove avvenivano anche scontri cruenti, all’insegna di una spregiudicata guerra per le carriere ed una spietata lotta politica. Verrebbe persino da solidarizzare con Palamara, di fronte alla inevitabile domanda sul perché il Trojan fu posto soltanto al suo cellulare? Cosa sarebbe emerso se fossero stati intercettati i cellulari di tutti i componenti di CSM e di ANM degli ultimi trent’anni? La Repubblica avrebbe potuto reggere di fronte alla evidenza di un sistema talmente corrotto e pericolosamente fazioso, che è arrivato al punto di condizionare la stessa vita democratica del Paese?

Purtroppo la conseguenza è che la democrazia rappresentativa si è inceppata, per cause che, come origine, si possono far risalire a quello che abbiamo definito il colpo di Stato del  92/94, ma che si sono intrecciate con il fenomeno della personalizzazione della politica in nome della presunta ricerca di leader forti e riconoscibili alla guida di partiti liquidi e senza alcuna piattaforma di valori. Infatti la fine traumatica della cosiddetta Prima Repubblica ha comportato l’estinzione dei suoi antichi partiti identitari, tranne uno, il PCI, PDS,DS,PD, che tuttavia ha avuto grandi difficoltà a trasformarsi e rigenerarsi, anzi finendo col precipitare anch’esso in una crisi profonda, ancora oggi dinanzi ai nostri occhi. 

Si  è quindi ridotto al ruolo di zerbino del M5S e delle sue bizzarrie antipolitiche, per non chiamarle con il loro vero nome di attentati continui alle istituzioni rappresentative. Sono sorti partiti e movimenti personalistici, sovente autoritari, sovranisti, nostalgici, che hanno fatto precipitare il Paese nello smarrimento. L’unico messaggio che viene dalle diverse parti politiche riguarda la piena disponibilità dello Stato a regalare denaro a tutti, o quasi, attraverso risorse prese a debito, portando il bilancio pubblico verso un tale dissesto da correre velocemente verso la bancarotta. La recente, difficile esperienza della pandemia, ha rafforzato tale pericolosa tendenza, facendo esplodere un perverso sistema delle elargizioni, grazie alla sospensione dei vincoli posti dai trattati comunitari.

Anziché riaprire le scuole e l’Università, aiutare a riprendersi le imprese, che, soprattutto quelle piccole e medie in grandissima parte non potranno riaprire le proprie attività, invece, con l’accordo di sindacati e corporazioni, un Esecutivo di incapaci ed incoscienti, guidato da un Presidente velleitario e presuntuoso, ha distribuito decine di miliardi  in sussidi, redditi di cittadinanza, assunzione di inutili promoter, cassa integrazione, prepensionamenti e regalie varie, decidendo di non decidere sulla eventuale accettazione degli oltre trentasei miliardi di prestiti messi a disposizione dal MES senza interessi, che avrebbero le uniche condizioni, che i relativi fondi andrebbero destinati a spese per ristrutturare e rafforzare il carente sistema sanitario di cui la pandemia ha dimostrato esservi grande bisogno e, della sua restituzione, come tutti i prestiti.

Ovviamente un Parlamento, ostaggio dei Cinque Stelle, con una forte rappresentanza  di forze sovraniste e nostalgiche, non ha l’autorevolezza e la necessaria cultura istituzionale per rivelarsi capace di preservare la democrazia liberale e realizzare la non più  rinviabile riforma del pianeta giustizia e del CSM, rivelatosi soltanto un nido di vipere, dove, a causa degli scandali e della dimissioni di alcuni suoi componenti compromessi, oggi, domina incontrastata la corrente più estremista e pericolosa. Nelle stanze del CSM si aggirano mostri pericolosi, con l’ombra di Torquemada  e di una nuova inquisizione, di cui dovremmo  presto liberarci.

Stefano de Luca


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