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Il Bari perfora all’ultimo minuto il marmo apuano di Carrara e va in finale

Sport & Motori

“Raro cade chi ben cammina”. Così Leonardo Da Vinci voleva significare che può bastare un passo falso per far cadere un impero, un’impresa. E l’impero biancorosso che stava per cadere nelle cave di marmo, alla fine ce l’ha fatta all’ultimo minuto del secondo tempo supplementare. Ma le vittorie sofferte sono sempre quelle  più belle,ma tanto per cambiare si è sofferto.

In un inquietante venerdì 17 di un, fin qui, maledetto anno bisestile, per il Bari, dopo aver tirato un grosso sospiro di sollievo a fine gara contro la Ternana le cui vicissitudini si stavano mettendo davvero male, oggi era il turno della Carrarese, una squadra che il Bari non incontrava da ben 65 anni nell’unico incontro casalingo d’epoca in serie C (come oggi), una compagine tosta, quella toscana, che è arrivata alle spalle del Vicenza raggiungendo ben 55 punti prima del lockdown. E c’era soprattutto da cambiare registro dopo i troppi rischi occorsi contro la Ternana, cominciando – magari – dal centrocampo, e dove nemmeno i cambi effettuati da Vivarini sono risultati efficaci almeno nei 90 minuti: lo saranno, poi, nei supplementari. Ma anche stasera la musica non è cambiata di tanto. Arretrare il baricentro nel secondo tempo ha lasciato campo ai toscani che, prima o poi, avrebbe fatto gol e così è stato.

E comunque è andata bene anche perché s’è visto più movimento, più lavoro di “testa” e tanta attenzione, le occasioni da rete non sono mancate, occasioni che, però, hanno prestato il fianco agli apuani che han beccato due legni e hanno tirato qualche volta da lontano senza tanti pensieri per Frattali. Una vittoria che dà la possibilità di proseguire a sognare ma che non spazza via i limiti della squadra di Vivarini, gli stessi limiti che gli hanno precluso la rincora alla Reggina. Ma alla fine son venuti fuori i valori, e quelli del Bari sono risultati di un altro pianeta rispetto a quelli della Carrarese.

Formazione non priva di sorprese: fuori Costa al suo posto Perrotta, fuori Bianco dentro Schiavone con Hamlili centrale e Scavone laterale, ed infine, a sorpresa, fuori Simeri, dentro Costantino.

Primo tempo vivace col Bari particolarmente sciupone che fa la partita con uno spartito agonistico elevato senza grandi gesti tecnici da parte di nessuna delle due squadre, forse anche per il campo viscido, poi il Bari ha chiuso bene le linee e la Carrarese non ha trovato quasi mai spazio. L’unica occasione per i toscani accade al 1’ minuto con una traversa colpita da un attaccante marmifero, poi solo Bari: al 19’ stacco di Di Cesare su corner che porta in vantaggio il Bari. Poi Forte salva sulla linea su un colpo di testa di Costantino, quindi ancora il Bari con Laribi che ha un buon pallone ma che, però, spreca tirando debole sul portiere. Infine Costantino – buona la sua prova – ha la palla del raddoppio su assist di Ciofani, ma Forte gli dice di no. Insomma, una prova di maturità da parte dei ragazzi di Vivarini.

Nel secondo tempo dentro Maita per Hamlili in quanto ammonito. E’ la Carrarese a dover far la partita. E così come accaduto al primo minuto del primo tempo, anche qui, al primo minuto la Carrarese becca un palo col Calderini, un palo che è il preludio del forcing toscano che culminerà col pareggio. Costantino, nel frattempo, si mangia un gol, il terzo per la cronaca.

C’è da mantenere il possesso palla e Vivarini dalla panchina chiede ai suoi di far girare il pallone senza possibilmente sbandare.

Di Cesare e Costantino lasciano il posto a Simeri e a Costa, dunque Perrotta scala al centro e Costa va al suo posto, vale a dire sulla fascia sinistra.

Il Bari non  riesce ad uscire dalla propria metà campo se non saltuariamente e Vivarini si arrabbia, e allora decide di chiudersi ermeticamente dietro facendo entrare Berra per Scavone (ancora opaca la sua prova), ma ancora una volta non sarà la mossa giusta in quanto il Bari non vuol saperne di mettere il becco fuori area.

Baldini capisce che si può osare e fa entrare il marpione di Tavano, ma è Antenucci che con un tiro arcuato becca la traversa.

Il Bari si fa schiacciare come sempre e proprio sul finale, ed ecco il pareggio della Carrarese con Piscopo. Il Bari sembrava averla in pugno la gara ma la pericolosità della Carrarese ha avuto la meglio proprio nel recupero. I biancorossi hanno arretrato il raggio difendendosi e gli apuani, alla fine, hanno pareggiato come era prevedbile che fosse. Troppo remissivo il Bari, questo è uno dei tanti limiti della squadra che ha perduto una marea di punti in campionato e, forse, è anche un limite di Vivarini che, però, stasera, così come in tante occasioni nel  campionato, sono stati sopperiti dalla qualità dei singoli, roba rara per la serie C.

Si va ai supplementari. Prima occasione per i toscani per Tavano gran tiro Frattali coi pugni sventa la minaccia. Simeri approfitta di uno svarione della difesa ma davanti a Forte gli tira addosso, così come dopo accade ad Antenucci che tira di poco fuori. La Carrarese sembra stanchissima ed il Bari ancora con un po’ di birra in corpo ma non riesce ad approfittarne.

Inizia il secondo tempo supplementare e sono davvero clamorose le opportunità di Terrani che per ben due volte sbaglia il gol del vantaggio. Incredibile la dinamica.

La stanchezza prende il sopravvento soprattutto nella Carrarese che sparisce dal campo e che gioca più che altro d’inerzia risultando anche molto fallosa. Ma il Bari, pur stanco, appare ancora pimpante e vivo.

E proprio sul finale, ad un minuto dal termine, un cross di Costa per Simeri, che era entrato al posto di Costantino, sigla il gol della vittoria che evita la dannata lotteria dei rigori e fa esultare la città che urla dai balconi. Sostituzione azzeccata, dunque, così come tutte nonostante nei 90 minuti non hanno dato efficacia.

Una vittoria sofferta come sempre, ma assolutamente meritata. Molte più le occasioni procurate dal Bari, solo due quelle dei marmiferi. Forse anche un po’ di presunzione di troppo da parte dei toscani ha dato il proprio contributo alla meritata sconfitta.

Dalla Reggina che ci ha fatto soffrire nel campionato alla Reggiana. Le due Reggio italiane si sono incrociate col Bari. Adesso ci si gioca tutto lungo la Via Emilia (la Reggio Audace ha vinto sul Novara per 2-1), lì ci sarà il traguardo dopo l’ultimo chilometro che bisogna superare per primi. E’ da lì che le porte del paradiso si potranno, e si dovranno, aprire per il Bari per portare avanti il progetto De Laurentiis. Ma sarà ancora più dura di oggi. Occorre conservare la gioia e ricaricarsi per la finale.

 

Massimo Longo


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