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Coraggio Bari – Andiamoci a riprendere ciò che ci spetta tra la Via Emilia ed il West

Sport & Motori

Tutti sono convinti di conoscere, erroneamente, che cosa sia l’amore, ma la verità è che solo in pochi, realmente, ne conoscono il significato. Tanto per cominciare l‘amore, quello vero, non è una mera emozione, ma un sentimento che si contraddistingue dalla semplice emozione per la sua durata: infatti, un sentimento prosegue imperterrito nel tempo, si edifica giorno per giorno e non è immediato e fuggevole come l’emozione. L’amore nasce, sì, spontaneamente, ma non si ferma lì, va coltivato con il passare del tempo, così come l’amore sviscerato dei tifosi biancorossi che, volenti o nolenti, sia nei momenti difficili che in quelli artificiosi, sono sempre accanto alla squadra.

L’amore è strano, a volte è divino e chi è innamorato giura eterno amore verso il proprio partner anche se spesso, purtroppo, non è corrisposto come si dovrebbe. E mai come oggi – in verità da qualche tempo – i tifosi innamorati incondizionatamente del Bari saranno vicini alla propria squadra per incitarli a ché ci sia la promozione in serie B. Addirittura son previsti un migliaio di tifosi che già da stamattina invaderanno pacificamente la città del Tricolore salvo, poi, spostarsi fuori i cancelli del Mapei Sadium per vivere trepidamente attraverso i canali internet le gesta dei propri beniamini. Tutti i sui gloriosi ex tiferanno Bari: da Torrente a Protti, da Tovalieri a Gerson, da Carbone a Joao Paulo, da Ventura a Nicola, da “Giuann” Loseto e tutti i baresi che hanno indossato la maglia biancorossa a Nicola Ventola, da Guastella a Marcello Grassi, da Di Gennaro a Ciccio Caputo che solo ieri sera ha giocato in questo stadio e che, con ogni probabilità, assisterà alla partita della sua squadra, da Sigarini a Diomedi, da Bresciani a Beppe Ferronato, il tifoso del Cittadella col Bari nel cuore. Insomma tutti ex giocatori e allenatori rimasti affezionati alla città e ai suoi colori. E se non è amore questo, allora cos’è?

Una città, dunque, in trepida attesa, come non si vedeva sin dai tempi di Conte, di Almiron di Barreto e, ancor più lontano, sin dai tempi di Bolchi. Insomma, un evento che si ripete ciclicamente una volta, a media, ogni 15 anni. Perché a Bari è così: pochi i tifosi, sempre innamorati, nelle annate amare, tutta la città quando c’è in palio un traguardo importante.

Questa sarà la notte magica, come per un incantesimo che si spera venga spezzato dalla vittoria del Bari contro la Reggio Audace che – è appena il caso di rammentarlo – è imbattuta tra le proprie mura, un motivo in più per alzare il coefficiente di difficoltà.

Una notte che per i baresi si deve tramutare da sogno a realtà così da cacciar via precedenti fantasmi che lo hanno relegato in serie D. E il Bari alle 20,45 scenderà in campo con un solo obiettivo: tagliare il traguardo della serie B a tutti i costi, sia attraverso i novanta minuti, sia coi tempi supplementari, sia coi rigori. Non ha importanza come, l’importante sarà vincere. Ma occorrerà fare i conti con gli avversari che, sicuramente, non staranno fermi in campo.

L’attesa dei tifosi è cresciuta di giorno in giorno per tutto il torneo complice la lunga serie positiva inanellata dai ragazzi di Vivarini, salvo poi fermarsi per causa di forza maggiore (il coronavirus) per poi riprendere a galoppare alla ripresa delle attività con i quarti di finale e la semifinale, un crescendo a ritmo incredibile.

C’è desiderio di riscatto dopo due fallimenti nel giro di cinque anni ed una maledetta retrocessione in serie D dove il Bari, sebbene colpito al cuore ed umiliato, ha giganteggiato venendo repentinamente promosso in serie C. E per fortuna a prenderlo per mano è stata la famiglia De Laurentiis che, sagacemente, ha investito (tanto) su di essa per provare a portarla laddove le compete stare, passando, ovviamente, dai terreni di periferia della serie D, poi per la serie C e quindi, si spera, per la B. Dopo si penserà. Ma adesso bisogna chiudere gli occhi e sognare per poi riaprirli stasera davanti alla TV.

Col Presidente anche i tifosi stasera incroceranno le dita con la vivida speranza di poter urlare al cielo la propria felicità.

Si prevede una città incollata alla TV che seguirà la partita col batticuore con le bandiere fuori ai balconi e con la voglia repressa di fare festa per strada come ai vecchi tempi, una gioia negata per troppo tempo. Non si contano, infine, gli striscioni dei tifosi apposti qua e là per la città soprattutto in zona stadio, senza dimenticare il fermento che c’è sui social.

Via dall’inferno, dunque, le porte del Paradiso sono lì, ad un passo, tra la Via Emilia ed il West.

Intanto Vivarini studia le mosse per stasera. Il dubbio sarà quello di proporre il collaudato 4-3-1-2 con i soliti giocatori oppure iniziare col 3-5-2, cambiando parte dei “soldati”, modulo già sperimentato nella seconda parte della gara contro la Carrarese. Insomma il tecnico abruzzese tiene tutti sulla corda perché, a prescindere dal modulo, tutti dovranno dare il proprio contributo alla causa.

Oggi occorrerà dare tutto di sé, senza tanti problemi. Non c’è tempo per migliorarsi e per cercare condizioni ottimali. Bisognerà concedersi totalmente al campo uscendo le unghie e coprendosi il capo con l’elmo, il corpo con lo scudo e armarsi di lancia, senza dimenticare, tuttavia, l’umiltà ed il coraggio di osare, consapevoli di essere una squadra forte, più forte di tutto e di tutti, Reggio Audace inclusa verso la quale occorrerà rispetto.

E allora coraggio Bari, è la tua serata e la tua nottata: facci sognare ancora, te lo chiede una comunità intera troppo spesso umiliata e calpestata da malvagi personaggi. Andiamoci a riprendere ciò che ci spetta, vale a dire la terra, la vita, la luna e l’abbondanza.

 

Massimo Longo


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