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“Questo blocco dei licenziamenti non serve a niente”, dice Vescovi

Economia e Finanza

Intervista del presidente di Confindustria Vicenza al Corrire della Sera: “Una norma senza senso, con un approccio che pare quello di quaranta o cinquanta anni fa”

 

© Legamebiente –  Lavoro edilizia

AGI – “Questo blocco dei licenziamenti non serve a niente”. È perentorio Luciano Vescovi, imprenditore edile e presidente di Confindustria Vicenza, che in un’intervista al “Corriere della Sera” afferma ce le scelte sui licenziamenti “avranno un effetto dirompente tra qualche mese, sono manovre che dimostrano la mancanza del dovuto coraggio nell’affrontare alla radice il problema del mercato del lavoro italiano”. 

Secondo il presidente degli industriali vicentini la norma che proroga il blocco dei licenziamenti è pertanto “una norma senza senso, con un approccio che pare quello di quaranta o cinquanta anni fa, oltre che priva di coerenza con le caratteristiche del mercato del lavoro di oggi”. Ad avviso di Vescovi oggi “ci sono settori maturi con imprese che hanno oggettive difficoltà e che hanno bisogno di rifiatare, ma se gli viene imposto un ennesimo blocco dei licenziamenti rischiamo di portarle verso una definitiva agonia e tra sei mesi o poco più falliranno”.

Pertanto, secondo il capo delle imprese private vicentine, il punto centrale della questione è che “non si riesce a predisporre in maniera efficiente e produttiva la riqualificazione e la formazione delle persone” pertanto “vanno superati dei vecchi totem”.

La parola d’ordine è: formazione

Vescovi dice invece che “c’e una soluzione che potrebbe essere adottata già domani mattina al posto di questo blocco” e si riferisce “alla impossibilità di fare la formazione per i lavoratori che sono in cassa integrazione” perché “durante il periodo in cui beneficiano degli ammortizzatori sociali non è consentito fare la riqualificazione dei lavoratori, se non richiamandoli al lavoro con piena remunerazione”.

Lui invece suggerisce che “con una semplice norma si potrebbe consentire di fare formazione per riqualificare un capitale umano che poi troverebbe più facilmente una ricollocazione, con beneficio per i lavoratori e per le imprese. Se invece continuiamo a ragionare con i paraocchi e una logica di assoluta rigidità perpetriamo situazioni di difficoltà, con una struttura del mercato del lavoro ormai colpevolmente ingessata, che evidentemente punta sui navigator e non su chi è in grado di dare davvero lavoro”.

Vescovi teme che con la fine del blocco dei licenziamenti possa accadere “un disastro” mentre ”molte molte aziende che potrebbero tranquillamente superare questa fase, riqualificando e ricollocando le persone a costo zero, si ritroveranno con troppo personale e con un mercato del lavoro che non avrà ripreso”. Per questo, chiosa, “non mi aspetto niente di buono”.


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