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Contro il Pordenone è 0 a 0: Lecce ancora incompleto, ma le basi ci sono

Sport & Motori

di Gabriele De Giorgi (fonte: lecceprima.it)

LECCE – Termina con un pareggio l’esordio del Lecce in serie B: al Via del Mare i giallorossi non vanno oltre lo zero a zero contro il Pordenone, squadra collaudata e reduce da un torneo di vertice. I padroni di casa, con una panchina molto corta, hanno faticato a trovare le misure, ma poi hanno giocato con personalità, trovando anche buone occasioni per vincere la gara. Prima il palo, poi Bindi e, infine, una provvidenziale respinta di un difesore su conclusione ravvicinata di Coda, hanno tenuto fermo il tabellino ma anche Gabriel in un paio di circostanze ha dovuto sfoderare pezzo del suo repertorio.

Positive le prestazioni di Zuta, di Listkoswki, di Henderson, confortante la tenuta della linea difensiva. Il Lecce, piuttosto, manca di peso in avanti, ma questo è un fatto noto: quando Coda, stremato, è stato sostituito, Dubickas non è riuscito a mantenere alta la squadra. Con Paganini, Tachtsidis e Falco in tribuna sono mancate poi a Corini le valide alternative per un cambio di passo nella seconda parte del match. La squadra salentina è ancora un cantiere aperto, ma l’impronta del tecnico Corini è già visibile: pressing di buona intensità, propensione alla verticalità. Il resto lo deve fare Pantaleo Corvino, fino al 5 ottobre impegnato nell’operazione di consolidamento dell’organico.

Primo tempo
Dopo il minuto di silenzio per ricordare Daniele De Santis, l’arbitro leccese barbaramente assassinato insieme alla compagna Eleonora, i friulani partono decisamente meglio del Lecce: al 5’ Gabriel respinge una conclusione improvvisa e ravvicinata di Ciurria, agevolato da uno svarione di Meccariello. Il difensore centrale si dimostra incerto al minuto 11, consentendo una ripartenza poi disinnescata da Calderoni su cross basso di Diaw. Al 16’ l’atletico attaccante dei friulani vince un contrasto in corsa proprio con Meccariello, probabilmente grazie a una spinta ai limiti del regolamento, ma sbaglia la misura del passaggio verso il centro dell’area.
Al 20’ il Lecce sciupa un contropiede nato sugli sviluppi di un calcio d’angolo del Pordenone: l’ultimo passaggio, quello di Coda per Listkoswki, è fuori dalla portata del polacco. Corini inverte gli esterni d’attacco: Mancosu va a destra mentre è Majer a fungere da play, con Petriccione schierato come interno. I salentini vanno vicino al gol al 24’: il tiro di Listkoswki dal limite sbatte sul palo, poi Bindi smanaccia in corner. Al 36’ altra buona occasione per squadra di casa: Henderson calcia un corner e la sfera, dopo l’intervento di testa di un difensore, termina sui piedi di Meccariello che prova una intelligente soluzione sul secondo palo, ma senza fortuna. Al minuto 41 conclusione centrale di Diaw, con la punta del piede, Gabriel blocca senza problemi. Nell’azione che segue ancora una ghiotta occasione per il Lecce: cross basso di Zuta, Mancosu svirgola ma Coda, appostato dietro il capitano, no. Potente la girata verso la porta ma Vogliacco è sulla traiettoria e salva il Pordenone: nella circostanza il difensore si oppone involontariamente con la testa e rimane stordito a terra.

Secondo tempo
Il Lecce riparte con dinamismo e Bindi è strepitoso su Henderson al 51’: dopo un tiro svirgolato da Calderoni, conclusione dello scozzese, posizionato, all’altezza del dischetto del rigore, e portiere proteso in tuffo sul primo palo. Al 53’ Gabriel devia in corner un tentativo di Mallamo dopo un malinteso tra Lucioni e Zuta: sugli sviluppi del calcio da fermo Diaw, di testa, va vicino al gol. La manovra del Pordenone è molto meno fluida di quella vista nella parte iniziale di gara, l’atteggiamento è quello finalizzato alla ripartenza ma l’impianto di gioco della squadra di Tesser è solido e non consente cali di attenzione.

Al minuto 65 il Lecce reclama un calcio di rigore per un presunto fallo di mano dopo il calcio d’angolo di Petriccione: il tocco c’è, ma il braccio e attaccato al corpo.Al 68’ Diaw sul filo del fuorigioco va via a Lucioni e in diagonale conclude di poco al lato. I padroni di casa, seppur in riserva di ossigeno, rispondono subito dopo: il tiro di Coda manca di poco lo specchio della porta. La prima sostituzione della gara vede l’ingresso di Butic per Diaw, al 71′. Corini risponde con Dubickas per Coda. Mancosu ci prova senza fortuna al 73’: bello il tiro, imprecisa la parabola. Quelli di Gavazzi per Mallamo è il secondo cambio di Tesser. A cinque minuti dal 90’ Adjapong, a Lecce da un paio di giorni, prende il posto di Mancosu. I quattro minuti di recupero scorrono senza sussulti, anche se entrambe le squadre danno fondo a tutte le residue energie per tentare il colpaccio in extremis. Nella seconda giornata di campionato i salentini saranno di scena ad Ascoli (sabato 3 ottobre alle 16.15).

Il tabellino di Lecce-Pordenone 0 a 0

LECCE (4-3-3): Gabriel; Zuta, Lucioni, Meccariello, Calderoni; Henderson, Majer, Petriccione; Listkowski, Coda (72’ Dubickas), Mancosu (cap.) (85’ Adjapong). A disposizione: Bleve, Milli, Rossettini, Pierno, Gallo, Oltremarini, Mancarella, Lo Faso, Schirone, Maselli. Allenatore: Corini

PORDENONE (4-3-1-2): Bindi, Vogliacco, Camporese (cap.), Barison, Falasco; Magnino, Calò, Rossetti; Mallamo (76’ Gavazzi); Ciurria, Diaw (71’ Butic). A disposizione: Passador, Stefani, Semenzato, Banse, Secli, Bassoli, Chrzanoswski. Allenatore: Tesser

Ammoniti: 29’ Zuta, 33’ Falasco, 57’ Petriccione, 89’ Calderoni, 90’ Vogliacco

Arbitro: Giua di Olbia; assistenti: Pagnotta di Nocera Inferiore e Lombardo di Cinisello Balsamo; quarto ufficiale: Marini di Roma 1.


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