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Benvenuto Said, che della vita hai già capito tutto 

Cronaca

l piccolo nato a Dubai non si è limitato a piangere, è andato oltre. E si è concesso una gioia: quella cattiva della vendetta 

 

Eppure, scriveva una compagna di classe con la melensa tendenza alla poesia di circostanza che affligge spesso l’adolescenza di bella presenza: “Ogni bambino che nasce è il segno Dio non si è ancora stufato dell’Umanità”.

Sarà – ed è – vero, ma intanto vaglielo a spiegare, al pupo. Aspettativa di vita media per un maschio che viene alla luce nel 2020: un’ottantina d’anni. Se femmina anche un po’ di più. Otto decenni e passa così descritti dal Belli. 

“Nove mesi nella puzza / Poi comincia er tormento de la scola / Poi viè ll’arte, er diggiuno, la fatica / la piggione, le carcere, er governo / er zol d’istate, la neve d’inverno / E pper urtimo, Iddio ce bbenedica / viè la Morte, e ffinissce co l’inferno”.

In fondo al tunnel c’è sempre una linea d’argento. Nel 2100 il nostro piccolo farà in tempo, con un po’ di fortuna, a vedere tutti i ghiacciai delle Alpi sciolti come poltiglia. Anni fa la rivista inglese Prospect, che ispirava il premier più ottimista del mondo (Tony Blair), chiese a cento intellettuali cosa prevedessero per il XXI Secolo. Ce ne fosse stato uno che sorridesse.

Una studiosa, Antonia Byatt, profetizzò che saremo stati governati da una sorta di “populismo del consenso”: opinioni e scelte politiche dettate da blog, siti web e focus group. Evidentemente aveva ben presente Tony Blair.

Anthony Giddens sentenzio’: “Ci stiamo affacciando su un precipizio… Abbiamo scatenato forze che non siamo certi di poter controllare. Entro la fine del secolo la gente vivrà in un mondo devastato da uragani, con vaste aree sommerse e altre inaridite”. Eric Hobsbawm, che era molto più a sinistra di Blair e oggi, se fosse vivo, voterebbe per Corbyn anche se Corbyn non è più votabile, decretò la fine del liberismo.

Sai che soddisfazione, poter seppellire Adam Smith. Ma a qualcosa sarà pur necessario aggrapparsi, foss’anche una mascherina monouso. Perché è boia, la vita, ma è senz’altro meglio della noia. Correre e saltare e ridere di chi pretende di dirti cosa sia il lavoro e poi l’amore e la carriera e poi il dolore e poi chissà.

Solo che il covid proprio questo ci ha negato: il gusto della giovanile irresponsabilità. Chissà che il ragazzo potrà mai vivere i vent’anni come li abbiamo vissuti noialtri, che quando nascemmo c’erano Kennedy e il Boom economico. Una gioia se l’è già concessa, comunque, Said: la gioia cattiva della vendetta. Gliene auguriamo diecimila altre, tutte più lecite.

Perché la vita è quello che è, ma se non avessi questa vita, diceva Paolo Conte, morirei. (P.S. Quanto alla adolescenza di bella presenza, dai tempi del liceo non l’abbiamo più vista. Chissà che fine ha fatto). agi


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