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Recovery Fund, trovato l’accordo tra Consiglio Ue e Parlamento europeo

Politica

Fumata bianca nelle trattative tra Consiglio Ue e Parlamento europeo sul pacchetto economico che comprende il Bilancio Ue ed il Recovery fund. Il Parlamento ha ottenuto 16 miliardi di euro in aggiunta al pacchetto concordato dai capi di Stato e di governo al vertice di luglio: 15 miliardi di euro rafforzeranno i programmi faro dell’Ue per proteggere i cittadini dalla pandemia. Allarme della Bce per il lavoro in Italia: oltre un lavoratore su 10 e’ impiegato in imprese a rischio fallimento. 

Prima fumata bianca dell’Europa sul Recovery Fund. Il Consiglio europeo e il Parlamento trovano un accordo politico, non solo sulle risorse dello strumento comunitario per la ripresa, ma anche sul budget pluriennale 2021-2027. Gli elementi principali dell’intesa riguardano il rinforzo mirato dei programmi decisi dall’Unione europea. Un pacchetto da oltre 1.800 miliardi, che combina il prossimo quadro finanziario pluriennale del Vecchio Continente – 1.074,3 miliardi di euro – e lo strumento da 750 miliardi di euro Next Generation Eu, il programma che include il Recovery Fund. La concordia politica aumenta le probabilità che i fondi del Vecchio Continente destinati alla ripresa – all’Italia spettano circa 20 miliardi – siano erogati rapidamente. Il 10% delle risorse dovrebbe essere erogato già nella primavera del 2021. Ma resta l’incognita del voto dei singoli Stati membri, con Paesi come Ungheria e Polonia che potrebbero alzare un nuovo muro.L’accordo è stato raggiunto a seguito di “intense consultazioni” tra Parlamento e la Commissione in corso dalla fine di agosto, ricorda Bruxelles in una nota.

Il pacchetto concordato tra Parlamento e Consiglio Ue comprende un rafforzamento mirato dei programmi dell’Ue, tra cui Orizzonte Europa, EU4Health ed Erasmus+, di 15 miliardi di euro attraverso mezzi aggiuntivi (12,5 miliardi di euro) e riallocazioni (2,5 miliardi di euro) nel corso del prossimo periodo finanziario, nel rispetto dei massimali di spesa stabiliti nelle conclusioni del Consiglio europeo del 17-21 luglio maggiore flessibilità per consentire all’Ue di rispondere a esigenze impreviste maggiore coinvolgimento dell’autorità di bilancio nel controllo delle entrate nell’ambito di Next Generation Eu.Festeggiano i protagonisti delle istituzioni europee. “Ottimo lavoro del Parlamento europeo e del team di negoziati”, scrive su Twitter il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, aggiungendo che quello raggiunto è un “ottimo risultato per i cittadini europei” e che “l’Europa può cominciare a ricostruire da questa crisi”. “Fumata bianca per Recovery e Bilancio”, esulta il Commissario europeo Paolo Gentiloni. “I negoziati con il Parlamento hanno richiesto tempo, ma alla fine ci siamo riusciti: abbiamo raggiunto un accordo politico sugli ultimi dettagli del prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue”, commenta Michael Clauss, rappresentante permanente della Germania presso l’Ue parlando di “un accordo ben equilibrato” che permette di “compiere i prossimi passi cruciali del processo: presentare le diverse parti del pacchetto agli Stati membri e al Parlamento per l’approvazione”.

Proprio su questo ultimo punto potrebbe incepparsi il meccanismo europeo dello sblocco dei fondi per la ripresa. L’accordo deve infatti passare al vaglio dei singoli Stati membri, ma alcuni hanno già fatto presagire il loro veto, come l’Ungheria. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha scritto una lettera al presidente del Consiglio europeo Charles Michel – come riportano diversi media internazionali – sostenendo che l’accordo sui fondi europei non soddisfi i requisiti espressi più volte dall’Ungheria in particolare sul compromesso trovato per quanto riguarda il legame tra il versamento dei finanziamenti e il rispetto dello stato di diritto. Sulla stessa linea la Polonia, che insieme a Budapest è sottoposta alla procedura dell’articolo 7, per aver infranto i principi dello stato di diritto. La partita resta dunque aperta. “L’Europa è stata duramente colpita dalla seconda ondata della pandemia di coronavirus. Abbiamo urgentemente bisogno che il fondo per la ripresa sia attivo e funzionante per attutire le terribili conseguenze economiche della pandemia”, invita però a riflettere Clauss. 


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