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Trovato l’accordo sul Mes, resta il nodo Recovery. Quanto è concreto il rischio di una crisi di governo

Politica

Salta il Consiglio dei ministri previsto per oggi. Italia viva non allenta la pressione su Palazzo Chigi per la task force che dovrebbe gestire i fondi per la ripresa. La situazione è più che tesa. Sciolto il nodo Mes: la maggioranza trova l’accordo sulla risoluzione da presentare domani in Parlamento

 

AGI – Raccontano nel Movimento 5 stelle che anche Di Battista ha dato una mano per convincere i riottosi sulla riforma del Mes a fare un passo indietro. Per non lasciare a Renzi – questa la spiegazione che ha fornito ai suoi – il pretesto per rompere. E alla fine di un’altra giornata di incontri e trattative è arrivata la fumata bianca, con l’intesa sulla risoluzione di maggioranza da presentare domani a Camera e Senato.

“Sarà un fondo di garanzia per i depositi bancari“, ha spiegato soddisfatta la Lezzi. “È un buon punto di caduta. Chi non vota lo fa solo per motivi personali e contro la posizione del Movimento”, spiega un ‘big’ M5s. Al momento la ‘fronda’ dovrebbe essere rappresentata da sei o sette senatori, tra questi vengono annoverati i nomi di Granato, Crucioli, Lannutti, Vanin, L’Abbate, altri potrebbero non presentarsi in Aula.

La partita sul Mes si intreccia con quella sul Recovery plan. Fonti parlamentari riferiscono che i tecnici di palazzo Chigi e del Mef abbiano sostanzialmente difeso la struttura ipotizzata dal presidente del Consiglio e, questo la motivazione alla base, chiesta dall’Europa per evitare ulteriori ritardi.

Italia viva ritiene che in questo modo si introduca una gerarchia tra i ministri, che sia in atto una sorta di commissariamento della politica, che non ci sia un inquadramento giuridico nel momento in cui si dà un mandato ai tecnici di agire in deroga. E così la riunione del Cdm dopo l’alt di Italia viva (“Rischio rottura in maggioranza? Spero proprio di no, ma temo di sì”, ha detto oggi Renzi, e con lui Maria Elena Boschi) alla cabina di regia palazzo Chigi-Mef-Mise, è rinviata.

Renzi, “non molliamo, ideale vale più di poltrona” 

Sul Recovery “noi non molliamo. Un ideale per noi vale di piu’ di una poltrona”, ha avvertito Renzi, ribadendo la determinazione di Iv a votare contro la task force sul Recovery Fund annunciata dal presidente del Consiglio

“Conte convochi una sessione ad hoc”

 “Conte ritiri il suo piano, venga in aula, ascolti le idee di maggioranza e opposizione e poi si decida. Noi non abbiamo la filosofia di Johnny Dorelli, ‘aggiungi un posto a tavola’. Il governo valuti le proposte ma alla fine convochi una sessione ad hoc dopo legge di bilancio e poi si decide chi spende i soldi e come”, aggiunge in serata Renzi, intervenendo a un convegno sul Mes organizzato da Eureca.

“Se Conte ha fatto i conti tornerà indietro

Sul Recovery “non credo che il presidente del Consiglio andrà avanti su questa posizione, a meno che non abbia accordi che non conosciamo. Se ha fatto i conti, o ha una maggioranza di cui non siamo a conoscenza, o razionalmente si ferma e cerca di mettere insieme la sua maggioranza. Non credo che si impuntera’”, ha detto il leader di Iv.


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