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Doveri pubblici

Politica

Si discute animatamente sui provvedimenti del Governo in merito alle norme di contrasto alla diffusione del corona virus. I parlamentari di vario colore politico esprimono le loro opinioni guardando più al loro interesse elettorale che al diritto alla salute, che è interesse pubblico.

Nell’esaminare le diverse posizioni occorre tener presente che lo Stato non si identifica nel Governo. Non nei Paesi democratici! In Italia i cittadini vanno visti sia come singoli sia nelle formazioni sociali. Enti territoriali (Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane) e associazionismo molto diffuso sono parti integranti della Repubblica. Ne consegue che il Governo non può prendere le sue decisioni trascurando gli orientamenti delle varie articolazioni attraverso le quali sono rappresentati i cittadini. Ma occorre che tutti guardiamo all’interesse comune e ci esprimiamo seguendo le prescrizioni costituzionali che mirano alla tutela delle libertà civiche con il concorso di tutti. Se alcuni Enti o associazioni mirano a convincere il Governo e il Parlamento a produrre norme per la tutela dei loro interessi particolari non possiamo, poi, scandalizzarci se l’abbandono di una visione generale dei problemi finirà per riversarsi rovinosamente sull’intera collettività. E’ anche vero, però, che anche i singoli cittadini devono osservare non solo le norme scritte ma anche le regole non scritte dettate dalla prudenza.

Qualche personaggio politico di primo piano ha osservato che gli assembramenti sono stati determinati dalle norme dettate dal Governo che, nell’intento di aiutare alcune categorie economiche maggiormente penalizzate dall’epidemia, ha promulgato decreti permissivi raccomandando, ovviamente, che tutti osservassero le elementari disposizioni dell’uso della mascherina, del distanziamento e dell’igiene delle mani. Orbene i cittadini che si sono riversati nelle vie principali delle città hanno, almeno apparentemente, rispettato le disposizioni del Governo. Tranne quei pochi che ostentatamente indossavano la mascherina in modo scorretto, portandola al braccio a mo’ di braccialetto o senza coprire il naso. Il Sindaco di Milano ha voluto precisare che i suoi amministrati, pur affollandosi nelle vie principali di Milano dove si trovano i migliori negozi, hanno rispettato alla lettera le disposizioni governative (feci, sed iure feci). Dunque, parlare di assembramenti irresponsabili, secondo Sala, non è corretto, perché i milanesi hanno adottato comportamenti autorizzati dal Governo. “Se poi dici anche che dal 20 dicembre non ci si può più muovere – ha aggiunto Sala -, e quindi che ci si può muovere adesso, abbiamo dubbi che succeda una cosa del genere? Per cui non diamo la colpa alla gente, prendiamoci noi le nostre responsabilità, prendiamo le nostre decisioni, e poi saremo giudicati per questo. Ieri abbiamo avuto a Milano quasi un’invasione di persone che arrivavano dall’hinterland, per essere chiari. Dal mio punto di vista, io non farò altro che supportare le decisioni prese e cercare di far sì che tutto funzioni”. Non si può, certo, dargli torto. Il Governo sia più severo e adotti i provvedimenti ritenuti idonei alla tutela della salute per consentire, poi, una graduale liberalizzazione dei comportamenti di tutti. Soprattutto si imponga sui riottosi, siano essi singoli cittadini o Enti istituzionali, raccomandando agli Enti locali di vigilare, attraverso le polizie locali, che le norme siano rispettate. Ora, poiché molti trovano giustificazioni per tutto, si chieda alle forze di polizia di irrogare le previste sanzioni. Altrimenti, meglio sarebbe revocare le disposizioni che disciplinano i comportamenti da tenere per contrastare la diffusione del virus.

E poi…Poi ci sono i rapporti e i conflitti tra Governo e Regioni. Le rivendicazioni delle Regioni sono del tutto ingiustificate. Perché? Perchè gli ordinamenti regionali derivano da quello dello Stato che ha, pertanto, il dovere di avocare a sé il potere attribuito alle Regioni nel caso di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica.

Raffaele Vairo


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