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Batterio intestinale causa l’infarto

Ambiente & Salute

La scoperta da medici italiani

Di Riccardo Guglielmi

Scoperta straordinaria in Cardiologia. L’Escherichia Coli, un batterio generalmente non patogeno,  ospite abituale nel nostro intestino, passa nel sangue e favorisce la formazione di coaguli nelle coronarie. Lo studio,  tutto italiano e della durata di 5 anni, è stato condotto dall’Università La Sapienza di Roma, da un team di cardiologi interventisti dell’Emodinamica di Terni diretta dal prof. Marcello Dominici, da patologi clinici e biologi coordinati da Francesco Violi, direttore della I Clinica medica del Policlinico universitario Umberto I di Roma. I dati scientifici, pubblicati su European Heart Journal,  sono stati rilevati su un campione di 150 pazienti arruolati in due centri, la Cardiologia di Terni e il Policlinico Umberto I di Roma. Una sinergia operativa e scientifica che rappresenta il proficuo modello di integrazione Ospedale Università che invece molti Atenei italiani tendono a snobbare.  L’Escherichia Coli nel sangue diventa un nuovo fattore di rischio coronarico da aggiungere a diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, fumo.

“Lo studio – come lo stesso Dominici ha specificato ai media –  dimostra che nella genesi della trombosi coronarica un ruolo importante lo gioca l’Escherichia Coli. Il batterio Killer è stato isolato nel sangue e nel trombo coronarico in quasi tutti gli infartuati arruolati nella ricerca, mentre era assente nel campione di controllo composto da persone non infartuate”.

L’innocuo batterio si virulenta, passa nel sangue, ulcera la placca aterosclerotica della coronaria e innesca la trombosi che, ostruendo l’arteria, determina l’infarto.  L’attenzione al nostro microbiota intestinale, l’insieme di microbi e muffe, diventa sempre più importante. Questa scoperta apre una nuova finestra nella prevenzione e i trattamenti terapeutici per gli oltre 100mila italiani colpiti ogni anno da infarto e ictus. Potranno essere prodotti farmaci che spezzano il legame tra placca aterosclerotica e batterio killer nella fase acuta o vaccini, per i soggetti più a rischio, da usare in prevenzione primaria.   

Riccardo Guglielmi – Giornalista scientifico –

Redazione Corriere nazionale.net – Corriere Puglia e Lucania


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