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La Sardegna diventa arancione. Solinas protesta: “Calcolo sbagliato”

Cronaca

Il presidente della Regione parla di scelta paradossale dopo l’inaugurazione a Sassari di una struttura di terapia intensiva con 30 posti. E afferma: “Tuteleremo le nostre ragioni in ogni sede”

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JACOPO LANDI / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP – Solinas, presidente Regione Sardegna

“Assistiamo a un paradosso. Mentre inauguriamo nuovi posti letto in terapia intensiva, ben trenta, e altri quattordici sono già pronti a Cagliari, nella struttura Covid del Binaghi, il Ministero decide il passaggio della Sardegna in zona arancione per il superamento della percentuale dei ricoveri. Riteniamo che questo calcolo sia sbagliato e  abbiamo manifestato allo stesso Ministro tutte le nostre perplessità e la contrarietà assoluta a una decisione di questo tipo”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas.

Nuovo reparto di terapia intensiva

Solinas ha inaugurato a Sassari il nuovo reparto di Terapia intensiva Covid a Sassari con trenta posti che sarà subito operativo. “Dietro quei colori – afferma il presidente della Sardegna – ci sono persone, attività economiche e produttive. Oggi tutti gli indicatori consentono di mantenere la Sardegna in zona gialla, permettendo al nostro sistema economico e produttivo, già duramente provato dal perdurare della pandemia, di continuare il proprio lavoro. Tuteleremo le ragioni della Sardegna in ogni sede”, ha annunciato.  

Il punto sui vaccini

Il presidente della Regione ha anche fatto il punto sulle vaccinazioni: “La campagna procede secondo i piani – ha spiegato – ma, purtroppo, abbiamo subito un rallentamento dovuto alla ristrettezza di dosi trasferite dallo Stato alla Sardegna. Il contratto tra la Pfizer e lo Stato prevedevano una certa dotazione, l’azienda ne ha fornito meno e la Sardegna sta pagando un prezzo in questi termini. Tuttavia grazie alle scorte che abbiamo messo da parte contiamo di vaccinare tutto il personale sanitario con la seconda inoculazione e quindi di rendere immuni tutti i centri ospedalieri”.

Le perplessità dell’assessore

Sulla decisione del governo è intervenuto anche l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu. “La pressione sulle strutture sanitarie – ha spiegato – è diminuita, così come l’indice di occupazione degenze ordinarie, mentre restano stabili le terapie intensive, con un’occupazione di circa cinquanta posti letto. Per i meccanismi contorti di questa zonizzazione, ci ritroviamo un passaggio della Sardegna in zona arancione con un indice Rt migliore rispetto a quello che aveva garantito il mantenimento dell’Isola in zona gialla. Le restrizioni non aumentano perché i nostri numeri vanno male, ma per il ‘rischio elevato’, secondo quanto stabilito da Roma, che questi possano peggiorare. Una valutazione che solleva parecchie perplessità”. AGI

COVID SARDEGNA


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