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Giuseppe Conte e Matteo Renzi ossia la rivincita di un sistema marcio

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Editoriale

Giuseppe Conte e Matteo Renzi ossia la rivincita di un sistema marcio che si ribella a un extraterrestre (Conte) che tenta di proporre riforme per il risanamento economico e culturale dell’Italia.

Sembra strano, ma è proprio così. La crisi politica si apre ad appena una settimana di distanza da quando il Governo ha ricevuto la fiducia in entrambi i rami del Parlamento. La goccia che ha provocato la deflagrazione del Conte 2 è la questione giustizia che il Guardasigilli avrebbe dovuto illustrare in Parlamento. Si tratta delle linee guida che il Governo voleva proporre per la riforma della giustizia. Riforma non vista favorevolmente da una parte dei parlamentari già coinvolti in vicende giudiziarie anche gravi. Intendiamoci. Non è che le proposte fossero perfette, ma, sottoposte al giudizio e alla discussione parlamentare, potevano essere migliorate e integrate soprattutto in ordine alla durata dei processi, civili e penali. Durata che gli studiosi del diritto hanno definito “biblica”, finendo, quindi, per tradursi in un tormento infinito e ingiusto per gli innocenti e in un premio ultrageneroso per i colpevoli che, spesso, riescono a cavarsela con la prescrizione. Non voglio qui condannare l’istituto della prescrizione, della quale anche i non colpevoli a volte usufruiscono per liberarsi dalle lungaggini dei processi che li riguardano e per la sfiducia che hanno in un sistema, quello giudiziario, capace di maciullarli ingiustamente. Resta, comunque, la considerazione che affidare la riforma del processo penale a organismi in cui sono presenti persone sottoposte a indagini non è proprio il massimo. Anzi, è controproducente. Se a tanto aggiungiamo l’interesse delle forze politiche verso le ingenti risorse che l’Europa ha destinato al nostro Paese, il quadro politico diventa chiaro.

Comunque, la crisi è in gran parte ascrivibile alla irresponsabilità di Matteo Renzi che, utilizzando i voti presi soprattutto nelle liste del PD, ha decretato la resa del Governo. I danni inferti all’Italia, cioè a noi, sono di estrema gravità sia sul piano sanitario sia su quello economico. E il danno all’immagine del Bel Paese? Se l’Europa aveva qualche dubbio sulla nostra capacità di progettare e attuare le necessarie riforme strutturali ora ne ha la certezza. E pensare che il prof. Avv. Giuseppe Conte, famoso avvocato di livello internazionale, era riuscito a conseguire risultati inaspettati convincendo l’Europa ad assegnarci 209 miliardi di euro (alla Germania solo 30 miliardi, alla Francia 40), che sarebbero serviti, se bene utilizzati, a far ripartire alla grande il nostro Paese. Dando una prospettiva positiva alle future generazioni alle quali, invece, faremo pagare i debiti che i passati governi hanno contribuito enormemente a ingigantire. Oltre ogni decente limite. Con politiche clientelari all’unico scopo di incrementare il loro patrimonio elettorale. Che nel caso dell’Italia è l’interesse esattamente contrario all’incremento e al consolidamento del bene pubblico. Se la crisi non dovesse risolversi in tempi rapidi i danni che subiremo saranno incalcolabili, oltre ogni possibilità di recupero. Il tutto grazie a colui che è scappato di casa (dal PD) al solo scopo di soddisfare l’insana voglia di vendicarsi su immaginari torti subiti dal suo ex partito e da Giuseppe Conte che, invece, con il suo fare molto sobrio, ha cercato di riportarlo alla ragione. Inutilmente!.

Ma il suo disfattismo non sarebbe stato efficace (per lui, s’intende) se non avesse avuto il conforto di una bieca opposizione, arretrata su insane posizioni nostalgiche, aiutata, a sua volta, da una stampa guidata da gruppi industriali proiettati esclusivamente verso il profitto. Basta osservare  i loro comportamenti improntati a grande ingordigia nelle richieste di ristori e risarcimenti che lo Stato può concedere solo ricorrendo al mercato del credito, incrementando così il debito pubblico già ai limiti da default ai quali potremmo porre rimedio solo utilizzando le risorse che, proprio per questo scopo, l’Europa ci ha assegnato.  Tenuto conto che l’assegnazione può essere revocata in ogni momento se non offriamo appropriate garanzie circa le destinazioni previste dalle delibere europee.

Le vere ragioni della crisi vanno ricercate nel fastidio che ha provocato l’ingresso nel panorama politico di un signore, Giuseppe Conte, arrivato da un altro pianeta o dal nulla, come ha scritto qualche politologo di casa nei maggiori quotidiani italiani, che, per la sua presunta inadeguatezza (accusa rivoltagli da Salvini, Meloni e Berlusconi) non avrebbe saputo frenare la strage provocata dalla pandemia. Insomma, lontanissimo dagli abituali giochi di gruppi al potere da tempo immemorabile dei quali noi cittadini non siamo capaci di liberarci. Un estraneo insopportabile del quale anelano liberarsi. Forse ci riusciranno, offrendo agli italiani argomentazioni apparentemente logiche sulla incapacità di Conte nel progettare le riforme di cui il Paese ha urgentemente bisogno. Senza dire nulla sui continui veti, sulle eccezioni strumentalmente fatte dai partner della maggioranza al solo scopo di metterlo in cattiva luce. Insomma Conte ha dovuto continuamente mediare tra le opposte proposte ed eccezioni provenienti da un certo infantilismo politico (alcuni pentastellati) e quelle, invece, formulate da Renzi e da una componente del PD molto vicina al partitino renziano. Situazione che ha impedito la celerità nella progettazione e attuazione delle riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno. Inutili i suoi sforzi, la soluzione che potrebbe venire dai partiti sarà di un governo senza corpi estranei, con il recupero di Renzi e degli scappati di casa (fuoriusciti dal PD) da tempo interessati a spartirsi le risorse europee per destinarle a pseudoriforme e mantenere, così, lo status quo. Il tutto contro le aspettative dell’Europa che potrebbe fare retromarcia circa l’assegnazione all’Italia delle ingenti risorse che il tanto disprezzato Conte è riuscito ad ottenere. Facta loquuntur.

Ora, per la soluzione della crisi, non ci resta che sperare nella saggezza del Presidente Mattarella e nel ravvedimento dei partiti. Confidando nello Spirito Santo.

Raffaele Vairo

Tags: Conte, Renzi, consultazioni, governo, Italia viva


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