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Recovery plan: eliminato lo stoccaggio di co2 a Ravenna

Ambiente & Salute

ENI aveva lanciato il progetto di Carbon Capture and Storage (CCS) ma non risulta più presente dall’ultima bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del 12 gennaio.

L’ENI intendeva realizzare un impianto di stoccaggio a Ravenna per rimuovere la CO2 nell’aria attraverso la tecnologia del CSS; l’impianto andrebbe a prelevare tra le 300 e 500 tonnellate di CO2 ad altissima pressione: molti ambientalisti non hanno creduto alla genuinità di questo progetto.

LA PROTESTA AMBIENTALISTA

Tale progetto è stato combattuto dagli attivisti della campagna “Il futuro non si tocca – no CCS”, nel quale “hanno aderito in massa anche le giovani e i giovani dei Fridays For Future, che hanno scritto una lettera rivolta all’Amministratore delegato di ENI, Claudio Descalzi, al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini e al Sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, invitando le istituzioni a esprimere pubblicamente l’intenzione di rinunciare alla costruzione dell’impianto CCS proposto e a non concedere né a Eni né ad altre compagnie di avviare progetti di questa tipologia in nessun’altra zona d’Italia. La situazione, aggiungono i firmatari, è attenzionata da tutta Italia e ci sono migliaia di persone pronte a mobilitarsi nei prossimi mesi per difendere l’unico Pianeta che abbiamo e sul quale intendiamo vivere ancora in futuro. Il 30% di Eni, partecipata statale, è di proprietà delle cittadine e dei cittadini, quindi nostra, anche se non ci è concesso di incidere sui suoi piani strategici o industriali.. Non ci è concesso di incidere, ahimè, ma ci è concesso di far sentire la nostra voce di fronte all’ennesimo abuso di una multinazionale ai danni della collettività e del Pianeta”.

Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, esperto di Diritto Ambientale

 


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