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Il Bari vede i fantasmi anche contro la Casertana. Un pareggio insperato

Sport & Motori

Reagire, trovare stimoli dopo due sconfitte consecutive con la consapevolezza di dover e poter perdere anche il secondo posto, non è mai facile per nessuno, men che meno per la squadra del Bari. Magari la presenza in tribuna di Aurelio De Laurentiis avrà dato la carica ai baresi ed invece chissà cosa avrà pensato.

Carrera, il cui avvento, inizialmente, ha portato in città una ventata di entusiasmo che da un paio di settimane si è andata, pian pian, spegnendo subentrando un po’ di moderata rassegnazione quantunque la fiducia verso il tecnico, da parte dei tifosi, è rimasta inalterata, ha provato a strigliare la truppa parlando, tra le mura dello spogliatoio, degli errori commessi per cercare di non commetterli più, ma, evidentemente, la patologia, grave, continua a persistere perché al di là del risultato, si è visto un Bari ancora malato che sicuramente non potrà andare lontano se continua di questo passo.

Un Bari che, purtroppo, con gli uomini contati e coi noti limiti, continua a rincorrere qualcosa, promozioni, squadre che le sfuggono davanti al muso, filoni positivi, continuità, mantenimento della distanza da chi gli è dietro in classifica, cercare di non mollare nel secondo tempo e, ultimamente, cercando di non risolvere più le crisi alle avversarie, situazione che dopo un paio d’anni, puntualmente, è tornata a concretizzarsi. Insomma la sua rincorsa verso un obiettivo sembra terminata almeno per il momento.

La Casertana, al pari di tutte le altre squadre di fascia medio-bassa (ma anche medio alta in taluni casi) che incontrano la squadra biancorossa, è venuta a Bari a disputare la sua bella gara della vita impegnandosi al 110% così come fan tutte salvo, poi, ridimensionarsi negli altri incontri, e di tanto ha dato molto filo da torcere alla squadra scesa in campo con Frattali tra i pali, Semenzato, Di Cesare, Perrotta e Sarzi Puttini in difesa, De Risio e Maita a centrocampo, Antenucci dietro Cianci, Marras e D’Ursi.

Bari non perfetto nel primo tempo con un gol siglato da D’Ursi ed un altro subito da polli con un giocatore, Carillo, spuntato dal nulla con Sabbione che lo ha lasciato colpire da solo. Per mezzora sembrava che dovesse andare tutto liscio col Bari che è passato in vantaggio dimostrando con la solita, apparente, differenza di valori, e con una Casertana che non ha aspettato i biancorossi giocando a viso aperto, poi la conferma di una certa discontinuità nella gara, col Bari che sembrava dover spaccare il mondo ed invece si è fatto raggiungere. La squadra dopo l’uno a zero ha cominciato a spegnersi, ormai è un dato di fatto, purtroppo.

Il secondo tempo è da dimenticare. Dentro Rolando al posto di D’Ursi. Ci mette del suo Di Cesare che ha sbagliato un passaggio corto e per fortuna Cuttone ha sbagliato clamorosamente. Il Bari è apparso in totale confusione mentalmente con sbandamenti evidenti stentando a trovare le misure in campo.

Carrera ha provato ad irrobustire l’attacco con Candellone con una trazione iper offensiva con attaccanti dappertutto ma tutto è stato inutile. E’ mancata la lucidità, si è corso a vuoto senza idee tanto che è stata la Casertana ad andare ad un passo dal vantaggio con Turchetta che si è presentato solo davanti a Frattali senza riuscire a metterla dentro. Il Bari ha tentato di attaccare a testa bassa ma è andato in preda ad una confusione generale con gli schemi saltati. Sabbione ha continuato nei suoi obbrobri regalando palle agli attaccanti che, fortunatamente per il Bari, hanno sbagliato.

Ancora sul finale la Casertana ha sbagliato una clamorosa occasione per andare in vantaggio nel recupero. Ma per fortuna esiste un novantesimo (anzi novantaquattresimo col recupero) minuto e con esso il calvario.

Un Bari davvero imbarazzante. Non ci sono molte parole da dire, né da scrivere, difficile stilare commenti. Il Bari fa gol, poi sparisce, si fa infilare col pareggio, produce poco, va in confusione totale e rischia in almeno tre occasioni di subire il gol. Dunque un risultato che, per come si son messe le cose, gli sta bene perché poteva perdere tranquillamente.

Potremmo intitolare il nostro articolo con un “Bari nullo che non risponde più nemmeno alle sollecitazioni di Carrera”, che è tornato in modalità zero. La Casertana ha avuto tre palle gol pazzesche, soprattutto quella a fine gara ma ha sbagliato clamorosamente il gol. E nemmeno la famosa legge del calcio per la quale “gol sbagliato gol subito” ha fatto capolino nel Bari. Perché evidentemente non è cosa per questo campionato. Tutto gira storto.

Errori clamorosi e colossali contro una squadra messa molto bene in campo, che non ha fatto le barricate approfittando della debacle barese. E pensare che è scesa in campo con otto titolari in meno. Spiace dirlo, ma questa è una brutta pagina del campionato che a questo punto non sappiamo come volgerà.

Questa è una squadra costruita male, piena di limiti, senza personalità, nessuno dà segnali positivi nemmeno quelli da cui ci si attende il tocco di qualità. Marras in perenne difficoltà nel saltare l’uomo, Rolando in giornata storta, Antenucci e Cianci che ormai hanno dimenticato come si fa gol, Sabbione da dimenticare, e con lui mezza difesa. Il solo Maita è sembrato galleggiare in questo mare tempestoso.

Con una mini ripresa con l’avvento di Carrera e con una ricaduta grave è difficile rialzarsi. E chissà con che spirito dovrà affrontare la gara di Catanzaro. Se le cose stanno così…

Chissà cosa sarà successo nella squadra. E nemmeno noi, con tutta la buona volontà, possiamo dire di più. Eppure sembrava si fosse messo in carreggiata, in ripresa, ed invece punto e da capo.

Probabilmente non serverà nemmeno guardare l’Avellino. Se non ci si riprende mentalmente e tecnicamente non si va da nessuna parte. Col nuovo allenatore si sperava che il Bari creasse una nuova identità ed invece il buio totale.

I giocatori continuano a dire che occorre rimboccarsi le maniche, che non è finita, che si continuerà a lottare, Carrera appare molto deluso, ma intanto l’involuzione continua. Senza sosta.

 

Massimo Longo


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