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Deposito nucleare: 4000 posti di lavoro!

Ambiente & Salute

“Realizzare il Deposito nazionale, completare il più rapidamente possibile lo smantellamento degli impianti nucleari, mettere l’autorità di controllo Isin nelle condizioni di operare con la massima efficacia: sono queste le priorità oggi in materia di radioattivi, a cui l’Italia non può sottrarsi”. Lo ha dichiarato il presidente della commissione bicamerale Ecomafie, il deputato M5s Stefano Vignaroli, presentando la relazione della sua commissione sulla gestione dei rifiuti radioattivi in Italia. 

La Sogin prevede che per la realizzazione del Deposito saranno necessari 4 anni di cantieri. La struttura occuperà 150 ettari: 110 per il deposito e 40 per un Parco tecnologico dedicato alla ricerca e alla formazione sul nucleare. 

L’impianto costerà 900 milioni di euro, finanziati con la quota delle bollette elettriche destinata allo smantellamento degli impianti nucleari. La stessa quota finanzierà la gestione dei rifiuti dalle centrali atomiche. Per gli altri rifiuti, quelli medicali, pagherà chi li smaltirà lì. 

Si stima che la costruzione del Deposito genererà oltre 4.000 posti di lavoro l’anno per 4 anni di cantiere. Durante la fase di esercizio, l’occupazione diretta è stimata mediamente in circa 700 addetti, fra interni ed esterni, con un indotto che può incrementare l’occupazione fino a circa 1.000 unità.

In un’apposita area del deposito saranno stoccati anche 17.000 metri cubi di rifiuti a media e alta attività, quelli che rimangono radioattivi per migliaia di anni. Questi dovranno poi essere sistemati definitivamente in un deposito sotterraneo ancora da individuare, probabilmente a livello europeo.

Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, esperto di Diritto Ambientale


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