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In pieno dramma Covid, Bolsonaro rimpasta il governo e cambia i capi militari

Estero

Sono sei i ministri che in un solo giorno hanno lasciato, tra cui quelli di Esteri, Difesa e Giustizia: 24 cambi di gabinetto in due anni

Brasile covid Bolsonaro rimpasta governo militari

© ANDRE BORGES / NURPHOTO  – Jair Bolsonaro

Maxi rimpasto nel governo del presidente brasiliano Jair , sotto pressione per la disastrosa gestione della pandemia. Sono sei i ministri che in un solo giorno hanno lasciato, tra cui quelli di Esteri, Difesa e Giustizia. Un turnover con cui Bolsonaro batte ogni record dei precedenti governi di Dilma Rousseff, Luiz Inacio e Fernando Henrique Cardoso: la sua amministrazione totalizza così 24 cambi di gabinetto in poco più di due anni.  

Il ministero della Difesa ha annunciato il cambio ai vertici di Marina, Esercito ed Aeronautica

La decisione è stata presa dopo l’incontro tra il nuovo ministro della Difesa, Walter Braga Netto, l’ex titolare del dicastero Fernando Azevedo e Silva e i capi delle Forze Armate. 

La sostituzione di massa dei tre capi militari è un fatto inedito ed è stata interpretata come una risposta ai “gesti” di “solidarietà” nei confronti del generale Azevedo.  

Si tratta della crisi più pesante dal 1977: secondo Folha de Sao Paulo, i tre volevano dimettersi per protestare contro Bolsonaro e hanno annunciato, nel corso della riunione, che non avrebbero appoggiato avventure golpiste del presidente. Ci sono stati momenti di tensione nella riunione, i tre hanno messo a disposizione del nuovo ministro i loro incarichi; e alla fine, nella nota diffusa dal ministero della Difesa, si legge che i comandanti sono stati sostituiti (e non che se ne volevano andare).

Il leader di estrema destra, che si sta preparando a correre per la rielezione nell’ottobre 2022, è alle prese con la nuova e devastante ondata di Covid-19 in un Brasile già duramente colpito.

Il numero di morti settimanali è quasi quadruplicato dall’inizio dell’anno, spingendo gli ospedali al punto di collasso: nello Stato di San Paolo, il più colpito dal coronavirus, si è registrato il record giornaliero di decessi (1.209) e 25 ospedali pubblici hanno finito i posti letto in terapia intensiva.

Il terremoto politico arriva la settimana dopo che Bolsonaro ha sostituito l’ex ministro della Salute, Eduardo Pazuello, un generale dell’esercito, con il cardiologo Marcelo Queiroga, il suo quarto ministro della Salute dall’inizio della pandemia. Si sapeva che Bolsonaro stesse per licenziare il capo della diplomazia, Ernesto Araujo, accusato dai leader del Congresso di aver compromesso l’acquisto di vaccini contro il Covid-19 per via delle sue frizioni con la Cina su temi come l’agroalimentare e il 5G; ma molti degli altri cambiamenti sono arrivati a sorpresa. Il presidente ha nominato l’ambasciatore Carlos Alberto Franco Franca nuovo capo della diplomazia, il generale Walter Suoza Braga ministro della Difesa, il generale Luiz Eduardo Ramos nuovo capo di stato maggiore (andrà a sostituire proprio Braga che ricopriva finora quell’incarico) e il comandante della polizia Anderson Torres ministro della Giustizia. Ha anche nominato un nuovo procuratore generale e un segretario di governo. 

Le ragioni alla base del rimpasto non sono state subito spiegate dal governo, ma gli analisti sottolineano che Bolsonaro ha dovuto affrontare crescenti pressioni da parte dei suoi alleati al Congresso, che hanno chiesto cambiamenti di rotta nella sua discutibile gestione della pandemia, la cui gravità ha sempre minimizzato. Nel caso di Araujo, “la causa più importante della sua caduta è stata la difficoltà del Brasile nell’accedere ai vaccini”, ha dichiarato il politologo Mauricio Santoro, dell’Università statale di Rio de Janeiro. “Ma hanno pesato anche le sue difficoltà nel dialogo con i principali partner commerciali del Brasile: Cina, Stati Uniti, Argentina, Unione europea”, ha aggiunto l’analista. 

Intanto, anche se non vuole parlare di politica e candidatura, l’ex presidente Inacio Lula da Silva ha denunciato che ormai in, con oltre tremila morti al giorno per Covid, la pandemia è “il più grande genocidio della nostra storia”. Lula ha aggiunto che intende dedicare il tempo che gli rimane “ad aiutare il Paese” e ha chiesto di sospendere i brevetti sui vaccini anti-Covid: “Tutti hanno bisogno dell’accesso ai vaccini. Dobbiamo togliere i brevetti delle aziende farmaceutiche”.   


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