Il Qatargate irrompe nel congresso del Pd, che sospende Andrea Cozzolino

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La scelta di Enrico Letta di convocare la commissione di Garanzia del partito con la successiva sospensione dell’europarlamentare dem è stato un segnale inequivocabile anche verso chi dovesse essere coinvolto da qui in avanti nello scandalo
© FREDERICK FLORIN / AFP
– Il Parlamento europeo

 

AGI – La linea del Partito Democratico nei confronti di Andrea Cozzolino, ma anche verso chi dovesse essere coinvolto da qui in avanti nello scandalo Qatargate sarà delle più dure. La scelta di Enrico Letta di convocare la commissione di Garanzia del partito e la successiva sospensione dell’europarlamentare dem è stato un segnale inequivocabile, confermato da quanto viene spiegato dal quartier generale dem.

“Il Pd ha dato una risposta ferma ed inequivocabile allo scandalo scoppiato a Bruxelles”, dicono dal Nazareno: “Di fronte alla gravità dei fatti emersi, abbiamo detto in modo netto, sin dal principio, che occorre fare piena luce, su tutto e al più presto“. Da qui nasce la proposta di istituire subito una commissione di inchiesta parlamentare a Strasburgo, “con pieni poteri e tempi certi“.

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© Armando Dadi / AGF

L’eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino

E per questo i dem hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo: “Siamo parte lesa e vogliamo la verità”, dicono. Perchè l’inchiesta che ha ormai toccato anche i dem è di quelle che possono terremotare un partito già fortemente scosso dalla sconfitta elettorale e alle prese con un difficile percorso costituente e congressuale. Soprattutto, mette in discussione quello che sembrava fino a ieri un pilastro dell’identità del Pd: la centralità della questione morale. Formula coniata da Enrico Berlinguer nel 1981, in una intervista a Eugenio Scalfari in cui l’allora segretario del Pci denunciava la tendenza dei partiti a farsi esclusivamente “macchine di potere e di clientela”.

La vicenda esplosa a Buxelles dice che a questa tendenza non è estraneo il Pd. Tra chi rievoca la questione morale è Stefano Bonaccini che considera la vicenda “da voltastomaco”. Per il governatore dell’Emilia-Romagna e candidato alla segreteria, “il tema della questione morale deve tornare in primo piano”. È dunque esattamente in questa ottica che va letta la decisione del segretario Letta di chiedere con la massima urgenza la convocazione della commissione Nazionale di Garanzia. E ciò nel giorno stesso in cui è affiorato, per la prima volta, il coinvolgimento diretto di un parlamentare del Pd.

“La delibera della Commissione ha applicato con inflessibilità le regole di tipo cautelativo presenti nel nostro Statuto”, spiegano dal Nazareno: “Lo stesso avverrà nei confronti di eventuali altri esponenti del Pd coinvolti. Il Pd pretende onore, disciplina e rettitudine nei comportamenti da parte chi lo rappresenta nelle Assemblee elettive e in ogni incarico di responsabilità pubblica”.

Garantire l’onorabilità della comunità democratica è anche l’obiettivo di Letta nel momento in cui convoca la commissione. “Enrico Letta ha chiesto alla Commissione Nazionale di Garanzia del Partito Democratico di riunirsi con la massima urgenza“, si legge nella nota con la quale il Pd ha risposto alle notizie che riportavano il coinvolgimento di Cozzolino: “Ciò al fine di assumere le determinazioni più opportune, a garanzia dell’onorabilità della comunità dei democratici e delle democratiche e a tutela degli stessi esponenti chiamati in causa, affinchè siano più liberi di esporre le proprie ragioni e fornire i chiarimenti che saranno richiesti dalle autorità inquirenti”, continua il comunicato del Nazareno nel quale si conferma che il Pd si dichiara “parte lesa in questa vicenda” e, quindi, “agirà conseguentemente in tutte le sedi giudiziarie”.

Date queste premesse, le conclusioni della commissione – riunita in via telematica – non potevano essere altro dalla sospensione immediata dell’europarlamentare. I componenti hanno deliberato di sospendere cautelativamente Cozzolino dall’albo degli iscritti e degli elettori del Pd, “nonchè da tutti gli organismi del partito di cui dovesse eventualmente essere parte. E ciò fino alla chiusura delle indagini in corso da parte della magistratura”.

Il provvedimento è immediatamente esecutivo e, come viene spiegato dalla Commissione nazionale di garanzia, “applica le norme dello statuto del Pd, del codice etico e del regolamento delle commissioni di garanzia, e mira a “tutelare l’immagine del Partito Democratico e a consentire all’onorevole Cozzolino (già comunque autosospesosi dal gruppo S&d del parlamento europeo) la più ampia difesa delle proprie posizioni – è immediatamente esecutivo”.

La vicenda, tuttavia, è destinata a farsi sentire nel confronto per la leadership in corso nel partito. Candidati e loro sostenitori si affrettano a prendere le distanze da quanto sta avvenendo e promettono, con accenti diversi, un radicale ricambio nella classe dirigente. Stefano Bonaccini, in particolare, promette di voler introdurre il sistema delle primarie anche nella selezione dei candidati alle assemblee elettive, “se non riusciremo a cambiare questa legge elettorale pessima”. Elly Schlein lo considera “uno scandalo di dimensioni enormi, vicenda gravissima e anche vergognosa per la sua portata. La reazione non può che essere la più dura, ferma e rigorosa”. Ma, aggiunge la candidata alla segreteria, “non basta l’indignazione, bisogna stringere le maglie dei controlli”.

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