Lega: la sua storia raccontata dai biglietti di Natale di Bossi

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Il primo biglietto di auguri ai parlamentari e al mondo politico-istituzionale risale al 1995: raffigurava una spada che faceva suonare una campana natalizia. Da 27 anni li realizza lo stesso artista, che vuole rimanere anonimo

di Federica Valenti

Il primo biglietto di auguri di Bossi

 

AGI – Dall’indipendenza della Padania al referendum lombardo-veneto per l’autonomia, dall’epica del film sul Barbarossa al retaggio della pandemia da Covid-19. La storia della Lega e dell’attualità italiana scorre nei biglietti di auguri di Natale, ideati ogni anno da Umberto Bossi.

Alla base del biglietto c’è un lavoro del senatur che dà l’idea, lo schema e il modello a un artista anonimo che da ventisette anni li realizza. Il primo biglietto ai parlamentari e al mondo politico-istituzionale risale infatti al 1995: raffigura una spada che faceva suonare una campana natalizia. Il 1996 è l’anno della dichiarazione di indipendenza della Padania, pronunciata sulla Riva dei sette martiri-Riva degli Schiavoni a Venezia.

E infatti il biglietto di auguri di quell’anno raffigura una Natività con al di sopra una stella cometa con iscritto il Sole delle Alpi. Nel 1997, nell’iconografia bossiana sono gli angeli a sorreggere l’Italia del Nord, a ricordare l’elezione, avvenuta quell’anno, del Parlamento della Padania.

Negli anni celebrata tutta l’epica leghista

Gli anni successivi celebrano tutta l’epica leghista, dalla fondazione della scuola padana, alla tv, la banca, i successi nel calcio e nel ciclismo. In altre edizioni, è raffigurato il popolo leghista che rende omaggio a Gesù, o la famiglia che subisce attacchi esterni, o la Lega simbolizzata nella figura di una bambina aggrappata a una stella.

Frequenti i riferimenti al tema dell’identità e all’ancoraggio ai valori delle origini: in alcuni biglietti sono riportate anche strofe di poesie in dialetto lombardo scritte in gioventù da Bossi.

A Natale 2004, nove mesi dopo l’ictus che lo ha colpito, il fondatore della Lega dedica ai militanti una immagine suggestiva: il guerriero Alberto da Giussano (nel simbolo del partito dalla sua fondazione) che si inchina di fronte a Gesù bambino; sullo sfondo l’Abbazia di Pontida.

Anche i biglietti successivi sono pieni di simboli leghisti: il Carroccio, salutato da alcuni bambini che sventolano bandiere padane; il puzzle che ricostruisce la parola ‘Libertà’; l’Euroregione padana alpina; Alberto da Giussano con lo spadone, la colomba liberata dal filo spinato. In altri sono raffigurati i luoghi del cuore del senatur, come il Sacro Monte e il lago di Varese; e il ponte della Becca, che attraversa la confluenza tra i fiumi Ticino e Po, nel Pavese (dove Bossi andava a fare i tuffi da ragazzo con il fratello).

Nel Natale del 2009 Bossi celebra il film Barbarossa

Nel Natale del 2009 – sono gli anni dell’ultimo governo Berlusconi – Bossi celebra il film ‘Barbarossa’ presentato al Castello sforzesco di Milano. Il 2015 è l’anno degli attentati di Parigi e Bossi ‘schiera’ il popolo padano a difesa di quello francese, con i guerrieri ritratti mentre reggono la Torre Eiffel. Il 2016 è dedicato al poeta e indipendentista tedesco Teodoro Koerner, protagonista della poesia di Alessandro Manzoni ‘Marzo 1821’, ritratto al fianco di una nota poesia del senatur ‘Tera’.

L’anno successivo, Bossi celebra i referendum consultivi sull’autonomia che si sono tenuti il 22 ottobre in Lombardia e in Veneto: “Buon Natale ai milioni di guerrieri”, scrive. “Mai mulà” è il motto scelto per il 2018, sotto il suo volto ritratto in chiave futurista.

Il più ’emotivo’ tra i biglietti è quello dell’anno dell’esplosione della pandemia: una donna anziana è ritratta mentre guarda da lontano i luoghi dove ha vissuto tutta la vita. Di fianco, è riportata una strofa di una poesia di Bossi dedicata a una signora che era scappata da una casa di riposo, dal titolo ‘Na mameta’ (una nonnetta, in lombardo). “Buon Natale a tutte le nonne del mondo”, scrive il fondatore della Lega. Nel 2021, la Natività è sistemata proprio sotto l’Abbazia di Pontida. Infine, il 2022: “Dalle macerie si può nascere se c’è amore”, scrive Bossi, alludendo a una ‘rinascita’ della Lega sotto la “stella del Nord”.

Tutti i biglietti sono dipinti a mano da un artista che vuole restare anonimo

“Ogni anno, lo schizzo viene fatto da Bossi in base all’attualità politica e al messaggio che vuol lanciare”, spiegano dallo staff del senatur. “Si tratta di biglietti disegnati e dipinti rigorosamente a mano dall’artista degli esordi, che vuol mantenere il riserbo più assoluto, sin da allora, quando non c’era ancora la moda dell’anonimato dei writer come Banksy. È lo stesso pittore da ventisette anni”, si aggiunge.”Molti biglietti sono stati realizzati ad acquerello, uno tra i primi a matita verde, altri con la tecnica ‘gouache’ su carta. Uno con la pirografia su pannello in legno poi fatto stampare su carta”, si aggiunge.

“Bossi lascia libertà assoluta sulla tecnica pittorica.Una volta completato il dipinto, il presidente della Lega lo vaglia personalmente e, di suo pugno, scrive una frase apponendo la sua firma”, si spiega. “Subito dopo viene consegnato al tipografo. Dopo l’approvazione della bozza scansionata, viene stampato. Questo biglietto augurale viene conteso da molti. Non solo dai simpatizzanti della Lega. È divenuto oramai oggetto cult tra i collezionisti. Di politica e d’arte”.

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