Un fine anno caldo chiude un 2022 simbolo del cambiamento climatico

Economia & Finanza

Di

L’allarme è stato lanciato da Météo-France, che prevede che anche in Francia nell’ultimo giorno dell’anno si potrebbero registrare nuovi record

di Alberto Ferrigolo

© AGF – Inverno, meteo

AGI – Secondo Météo-France, sabato 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno, potrebbero essere battuti nuovi record, con il 2022 come l’anno più caldo mai registrato nel Paese. Ma non solo, lì. In tutta Europa e forse il mondo, ad esclusione delle nevicate e delle gelate che ha stretto in una morsa fredda in continente Nordamericano in questi ultimi giorni.

Sta di fatto che però va registrato un record di calore fino all’ultimo minuto del 2022. Scrive in proposito Le Monde: “Potrebbero esserci 23°C a Dax (Lande), nel sud-ovest, e 16°C a Parigi. Le temperature medie annunciate sono di 16°C per la parte settentrionale del Paese, e di 18°C ​​per quella meridionale”. “Avremo sicuramente il 31 dicembre più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1947”, specifica Frédéric Nathan, meteorologo di Météo-France. L’anomalia della temperatura a livello nazionale potrebbe superare gli 8°C, il che è di per sé un fatto enorme. In settantacinque anni, la temperatura registrata finora ha superato la media giornaliera di 8°C solo in tre occasioni.

Del resto, anche il periodo natalizio è stato anomalo, con la temperatura media del 24 e 25 dicembre che è stata la più alta mai registrata. Fino al 27, comunque, il mese di dicembre è rimasto generalmente normale su scala nazionale, il picco di freddo osservato all’inizio del mese ha “compensato” le alte temperature. “Ma con l’arrivo dell’ondata di caldo invernale mercoledì, che si intensificherà fino alla fine dell’anno, dicembre è tornato sopra la media”, annota il quotidiano parigino.

E le previsioni per l’avvio del 2023? “I primi giorni di gennaio 2023 dovrebbero rimanere particolarmente miti”. Il nuovo periodo di mitezza si spiega con l’influenza di una massa d’aria molto calda in arrivo da Sud, sospinta da un episodio di bassa pressione stanziato sopra l’Oceano Atlantico. Le cause sono ormai arcinote: “Il cambiamento climatico, legato alle attività umane e in particolare alla combustione di combustibili fossili (petrolio, gas, carbone), ha già provocato un riscaldamento globale di 1,2°C. Per effetto di questo fenomeno, che interessa tutte le regioni del globo, l’aria subtropicale che arriva in Francia è molto più calda rispetto a trenta o cinquant’anni fa”, chiosa Le Monde.

Tant’è che “nei prossimi giorni tutta l’Europa dovrebbe risentire di questo caldo invernale e in Germania, Polonia o Paesi baltici si potrebbero registrare differenze di temperatura ancora più elevate che in Francia”. Infine, la limitata copertura nevosa in questo periodo dell’anno riduce l’“effetto frigorifero” in questi paesi: la neve costituisce solitamente un serbatoio in grado di raffreddare le masse d’aria calda. Ora non più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Traduci
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube