Il Ministro pensi prima a stabilizzare i precari, la scuola può attendere il tutor!

Scuola, Formazione & Università

Di

Dario Patruno

Ogni Ministro che assume la responsabilità del Dicastero di Viale Trastevere,76 a Roma cerca di apportare novità che non devono avere il gusto del nuovo ma devono essere utili allo scopo.

Nato nel 1861 il Dicastero ebbe come primo Ministro Francesco De Sanctis che lo resse per più di un anno e sicuramente nel passato si cercavano i migliori indipendentemente dalla collocazione politica, ma questa è un’altra storia.

Prima innovazione del Ministro Valditara giurista del Diritto romano prestato alla politica il cambio della denominazione al Ministero: Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Ed ecco “aver coniugato istruzione e merito è un messaggio politico chiaro”, diventa un segno tangibile introducendo la figura del Tutor.

Valditara ha annunciato che dal 2023 verrà introdotta la figura del docente tutor per ogni gruppo classe che dovrà seguire in particolare quei ragazzi con maggiori difficoltà ma anche quelli molto bravi. Oltre alla formazione particolare dovrà essere pagato di più.

E’ di tutta evidenza che statisticamente sono molto di più i ragazzi in difficoltà che quelli che quelli che si annoiano perché più capaci.

Bisogna chiedersi nella fase storica attuale quali sono le priorità  considerato che l’Italia è in ritardo nelle riforme del Pnrr.

Il che porta alla possibilità di richiedere una proroga a Bruxelles. Questo almeno nei programmi del Ministro dell’Istruzione e del Merito che ha ammesso come ci sia un ritardo con le riforme del Pnrr. Più probabile che l’attuale Governo riesca a rispettare le scadenze per quel che concerne l’orientamento e il dimensionamento scolastico. Scadenza fissata a fine anno. Per quanto riguarda il reclutamento diventa più difficile.

L’obiettivo di 70 mila nuovi assunti in ruolo a questo punto è a rischio. In tutto ciò c’è anche da ricordare che l’Europa ha specificato che solo una minima parte di questi 70 mila potrà provenire da precari con esperienza assunti con procedure riservate.

Ma il ritardo si sta accumulando. E’ notizia di oggi PNRR: sindacati richiedono d’urgenza riunione con il Ministero sulle gestione degli interventi

Al ritardo con cui si è giunti all’emanazione delle indicazioni, si aggiunge il fatto che non vi è stato, su provvedimenti di tale rilevanza, alcun momento di informativa né di coinvolgimento delle organizzazioni sindacali di categoria, pur essendo evidente l’onerosità degli impegni lavorativi connessi alla realizzazione dei progetti, per i quali vi sono scadenze imminenti, e le loro implicazioni sulla retribuzione di tutto il personale coinvolto“. Così i sindacati Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Gilda e e Snals Confsal, hanno commentato la pubblicazione delle attese istruzioni operative riguardanti la linea di investimento 3.2 del Piano nazionale di ripresa e resilienza su Piano Scuola 4.0 e sulla riduzione dei divari territoriali nel I e II ciclo della scuola secondaria e alla lotta alla dispersione scolastica.

“Per queste ragioni – scrivono i sindacati in una nota – i segretari generali di CISL Scuola, FLC CGIL, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA UNAMS hanno inviato al Capo di Gabinetto del MIM una richiesta di incontro urgente per un confronto sulle modalità di gestione degli interventi previsti“.

Queste sono le priorità e speriamo il Ministro possa mettere mano subito perché il tempo sta per scadere.

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