Dieci cose da sapere sul World Economic Forum di Davos

Economia & Finanza

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Attesi 2700 leader mondiali provenienti da 130 Paesi, fra cui 52 capi di Stato e di governo: mini-manuale per sapere tutto sul vertice con i “Grandi” del mondo
© FABRICE COFFRINI / AFP  – World Economic Forum Davos (Afp)

 

AGI – Prende il via oggi a Davos la 53esima edizione del World Economic Forum: il meeting annuale durerà fino a venerdì e vedrà la partecipazione di 2.700 leader mondiali provenienti da 130 Paesi, fra cui 52 capi di Stato o di governo. Per l’Italia saranno presenti diversi top manager e imprenditori e il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Ecco le 10 cose da sapere su Davos

Dove è Davos

è una cittadina delle Alpi svizzere, nel Cantone dei Grigioni, molto nota come località sciistica. Nell’Ottocento era famosa per ospitare nosocomi di un certo livello e Thomas Mann, che ebbe la moglie lì ricoverata, ha tratto ispirazione per la sua “Montagna incantata” durante uno dei suoi soggiorni. Generalmente la seconda o la terza settimana di gennaio Davos ospita il Meeting annuale del World Economic Forum (WEF), un’organizzazione no profit svizzera, che comprende l’èlite imprenditoriale e politica mondiale. I delegati (che devono essere invitati) includono leader politici, dirigenti e il personale senior delle principali compagnie internazionali, compresi gli hedge fund, le banche, la tecnologia e le grandi case farmaceutiche, ma anche studiosi. Per cinque giorni, questa piccola cittadina di montagna viene presa letteralmente d’assalto e bloccata.

Impossibile muoversi senza essere controllati da un corpo permanente di cecchini dell’esercito svizzero (saranno 5.000) con ai piedi scarponi da sci, molti dei quali appostati sui tetti che si affacciano sulle sedi delle conferenze e sugli hotel. La gente del posto dice che è un ottimo momento per sciare in quanto le piste rimangono per la maggior parte inutilizzate. Praticamente impossibile trovare una stanza d’albergo se non si partecipa al forum.

Cosa è l’annual meeting del Wef

Il convegno ha cadenza annuale fin dal 1971. Quell’anno si tenne lo European Management Symposium, una conferenza accademica, economica e di gestione presieduta da Klaus Schwab: professore di origine tedesca dell’Università di Ginevra, era tornato da un anno ad Harvard e voleva condividere la sua nuova esperienza nei sistemi di gestione degli Stati Uniti. Il primo forum richiamo’ 450 persone. Nel corso degli anni, è cresciuto. Il forum ha invitato i politici per la prima volta nel 1974 e nel 1976, per poi estendere l’adesione a CEO e dirigenti d’azienda di oltre 1.000 aziende leader nel mondo. La fondazione divenne il World Economic Forum nel 1987. Quest’anno è alla sua 53esima edizione.

Quando si tiene

Generalmente si svolge fra la seconda e la terza settimana di gennaio. Quest’anno, dal 16 al 20. L’anno socrso, invece, si è tenuto eccezionalmente nell’ultima settimana di maggio a causa del Covid, che aveva già costretto gli organizzatori a cancellare l’edizione del 2021.

Gli invitati

Non è facile per gli amministratori delegati delle principali società del mondo cancellare cinque giorni interi dalle loro agende; alcuni restano solo un giorno o due. Tuttavia, il primo “Davos” si tenne in tempi meno ‘rapidì rispetto ad oggi e duro’ ben due settimane. Tra i leader politici saranno presenti il cancelliere tedesco Olaf Scholz, la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, il premier spagnolo, Pedro Sanchez, e quello greco, Kyriakos Mitsotakis. Ma anche il primo ministro belga, Alexander De Croo, il presidente della Colombia, Gustavo Francisco Petro Urrego, il premier olandese, Mark Rutte, il presidente delle Filippine, Ferdinand Marcos, quello polacco, Andrzej Duda, quello del Congo, Felix Tshisekedi, oltre ai primi ministri marocchino e tunisino, rispettivamente Aziz Akhannouch e Najla Bouden. Saranno inoltre presenti l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per il clima, John F. Kerry, il direttore del Federal Bureau of Investigation (FBI), Christopher Wray, la direttrice della US National Intelligence, Avril Haines, la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus e il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, Ngozi Okonjo-Iweala. Vi saranno anche ben 19 governatori di banche centrali.

Gli italiani presenti

Oltre a Valditara, fra gli italiani figurano i top manager Paolo Dal Cin di Accenture, Paolo Merloni del gruppo Ariston, Michele Crisostomo e Francesco Starace di Enel, Lucia Calvosa di Eni, Alexander Stubb del European University Institute, Mario Moretti Polegato di Geox, Andrea Illy di Illycaffè, Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, Nerio Alessandri e Erica Alessandri di Technogym, Andrea Orcel e Pier Carlo Padoan di Unicredit, Matteo Laterza di Unipol Gruppo, Arnold Puech Pays d’Alissac della World Farmers’ Organization e, infine, Federico Fubini del Corriere della Sera e Marco Zatterin de La Stampa.

Di cosa si parla

Le discussioni di Davos sono sempre piene di idee e alcune arrivano a buon fine. I ‘Grandi’ trascorrono la settimana a confrontarsi sulle risposte da dare alle principali sfide mondiali. A margine, si incontrano, si salutano e spesso raggiungono intese, concludono affari. Ogni anno si affronta un argomento diverso, l’edizione di quest’anno è dedicata alla ‘cooperazione in un mondo frammentato’. In altre parole, ha spiegato Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum, “cercheremo di rafforzare la cooperazione pubblico-privato per affrontare le sfide piu’ urgenti del mondo frammentato in cui viviamo”. Sono oltre 450 i panel in programma nel corso dei quali verranno affrontati i temi piu’ disparati: oltre a quelli economici, anche quelli ambientali, sanitari, sociali e riguardanti la sicurezza.

Presidenti Usa

L’ultimo a partecipare fu Trump nel 2018 e quest’anno non ci sarà Joe Biden. Nella storia degli Usa, Ronald Reagan si è unito al gruppo di Davos diverse volte, ma solo tramite collegamento video. Il primo presidente statunitense che si è seduto a Davos è stato Bill Clinton nel 2000. Il presidente George Bush non è mai venuto al villaggio nelle montagne svizzere e nemmeno il presidente Barack Obama.

Badge

C’è una vera e propria gerarchia dei badge del WEF. I capi di stato, di regalità e di alto livello hanno i distintivi più ambiti: badge in bianco. Arancione (media), viola (personale tecnico), verde (funzionari che accompagnano i capi di stato) e distintivi grigi (per coniugi e partner di tassi bianchi) offrono un accesso piu’ limitato.

Meteo

A Davos le temperature scendono in genere fino a -15 o -17 gradi e gli invitati al forum possono usufruire di speciali navette per gli spostamenti. Benchè brevi, non sono molto consigliabili per l’alta probabilità di cadute sui sentieri ghiacciati.

Curiosità e aneddoti

Il fondatore del forum, Klaus Schwab, potrebbe essere l’unica persona ad aver sbattuto in faccia il telefono a un presidente francese. Negli anni ’70 chiese alla sua segretaria di chiamare il “signor Giscard d’Estaing”. Voleva parlare con Olivier Giscard d’Estaing, l’uomo responsabile della business school Insead. Invece la chiamata fu fatta al palazzo dell’Eliseo, e Schwab fu messo in contatto direttamente con l’allora presidente francese, Valery Giscard d’Estaing. Sentendo la voce del presidente, Schwab ando’ nel panico e mise giu’ il telefono. Altro aneddoto: l’ex primo ministro britannico, Edward Heath, fece la sua apparizione nel forum come direttore d’orchestra, assumendo la direzione della Zurich Chamber Orchestra in un concerto di beneficenza nel 1979, anche se il suo compito principale in quell’anno era di fungere da presidente del forum. Ma, grazie al forum, sembra che si sia sventata anche una guerra. L’ex primo ministro turco Ozal sostiene che Davos impedì che il suo Paese entrasse in conflitto con la Grecia. Quando nel 1987 le tensioni tra i due Paesi si intensificarono, non si arrivo’ a una guerra aperta perchè l’anno precedente Ozal aveva conosciuto al Forum il suo omologo greco, Andreas Papandreou, capendo che si sarebbe potuto fidare di lui.

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