Gad Lerner senza filtri sul governo: “Meloni vicina alla Polonia della pena di morte e alla UK della Brexit”

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Al podcast Osservatorio ReputationUP, Gad Lerner non si tiene: “Metodo brutale contro Fabio Fazio, Giorgia Meloni una doppia personalità”

Gad Lerner ospite all’ultima puntata del podcast Osservatorio ReputationUP. Intervistato dal giornalista Elia Cavarzan: 15 minuti su governo, crisi climatica, politica estera, antifascismo e libertà di stampa in Italia.

“Punizioni dall’alto? Segnali divini? No, l’alluvione in Romagna ci ricorda che, laicamente, siamo di fronte all’obbligo di cambiare il nostro modo di vivere. Non è una minaccia al nostro benessere e alla nostra tranquillità se riusciremo ad intraprendere coraggiosamente la strada della transizione ecologica”. Esordisce così, Gad Lerner, nelle prime battute del podcast, con un sorvolo accorato sui drammatici fatti dell’alluvione in Romagna e la sfida dei cambiamenti climatici.

Incalza il giornalista Elia Cavarzan chiedendo un commento a caldo sui sopralluoghi della Presidente Giorgia Meloni. “Ho visto che si è messa la camicia verde”, risponde Lerner, “ha fatto il suo dovere, ma il passo successivo è quello di cambiare drasticamente le nostre politiche sulle infrastrutture perché non abbiamo bisogno dell’altra velocità in Val di Susa o del ponte sullo Stretto di Messina, quanto piuttosto della messa in sicurezza dei nostri territori”.

Poi, a pie’ pari una domanda sulla reputazione che il governo Meloni si sta costruendo a livello internazionale. “Da qualche mese, Giorgia Meloni accusa le opposizioni di essere amiche della Cina, il nuovo grande nemico. Nel documento finale del G7 di Hiroshima, la questione verte sulla competizione con il gigante cinese. Su questo l’Italia deve fare delle scelte molto rapide. Sulla questione della Via della Seta, ad esempio, ancora sembriamo collocarci insieme al Regno Unito che è già uscito dall’Europa. Per altri temi ci mettiamo accanto alla Polonia, che vorrebbe reintrodurre la pena di morte se resterà al governo la destra sovranista. Con questi Paesi rischiamo di stringere un’alleanza più forte che gli Stati Uniti, che stanno invece vedendo attenuarsi la propria capacità di egemonia mondiale”.

Verso la fine del podcast, una domanda sul rapporto che il governo mantiene con i giornalisti. Gad Lerner risponde lapidario: “Mi pare che ci sia una doppia personalità in Giorgia Meloni e nella destra arrivata finalmente dall’isolamento al potere. Da una parte pretendono, legittimamente, di tenere le leve del governo, governano loro infatti, ma dall’altra si sentono ancora all’opposizione, si sentono ancora come gli ex discriminati che vivono con un senso vendicativo. Questa forma di vittimismo è tipica della destra italiana anche nel secolo scorso”.

Procede Gad Lerner a ranghi serrati ai microfoni del podcast Osservatorio ReputationUP: “Si comanda anche con metodi brutali, con l’idea che se hai la maggioranza, le minoranze stiano zitte, contano le tradizioni e le culture della maggioranza, e nello stesso tempo, lamentarsi. E così si scelgono dei bersagli simbolici: Fabio Fazio per intenderci è un esempio concreto ai loro occhi di progressismo buonista e non conta il fatto che abbia creato una trasmissione di grandissimo successo, ma conta che quel progressismo deve essere cancellato da una nuova egemonia culturale”.

Una lotta senza quartiere che secondo Gad Lerner trova spazio anche nel campo della memoria storica: “Banalizzare le differenze abissali tra chi fece la scelta della dittatura e l’alleanza con i nazisti e della discriminazione razziale e chi invece fece la resistenza da cui è nata la nostra costituzione, è una battaglia culturale da cui mi auguro non finisca presto. Abbiamo bisogno di difendere le nostre buone ragioni in questo clima internazionale che vede l’involuzione non solo della nostra ma di diverse democrazie”.

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