Non si placa lo scontro tra Ryanair e l’Italia

Economia & Finanza

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Il vettore low cost ha chiesto le dimissioni del presidente dell’Enac accusandolo di aver presentato al governo dati falsi sulle modalità di costruzione delle tariffe dei voli

AGI – Ryanair chiede le dimissioni del presidente Enac Pierluigi Di Palma sostenendo che i dati presentati al governo sulle modalità di costruzione delle tariffe dei voli siano falsi. Non si placa dunque la contesa tra il vettore low cost e l’Italia dopo il provvedimento del governo che a inizio agosto ha introdotto un price cap sui biglietti aerei, chiedendo di non utilizzare l’algoritmo via web per determinazione dell0’importo.

Nel frattempo il Mimit, che giovedì ha riunito il tavolo permanente sul caro prezzi, chiede maggiore trasparenza sulla formazione delle tariffe, auspicando maggiori poteri di regolamentazione del mercato in favore delle Authority.

Ryanair chiede al presidente dell’Enac “di assumersi la responsabilità (per il falso rapporto prodotto e presentato al governo sul prezzo dei biglietti aerei) e di dimettersi”. La compagnia ritiene “inaccettabile che il presidente della direzione del trasporto aereo italiano non abbia spiegato con precisione il diritto comunitario al ministro Urso, che garantisce a tutte le compagnie aeree la libertà di prezzo”. Per l’azienda: “Questo falso rapporto dell’Enac dimostra che il suo presidente non è idoneo a supervisionare le attività”.

La replica di Di Palma

“Piu’ volte ho richiamato O’Leary a tenere in profilo più istituzionale. Da amico uno può anche divertirsi ma da presidente dell’autorità del trasporto aereo sentirsi dire da un amministratore delegato un fatto del genere è abbastanza grave”, è la risposta del dirigente, “il mio mandato ogni giorno è a disposizione del governo italiano, sicuramente non mi faccio dire da un ad di una compagnia aerea una cosa così grave. Diciamo che il garbo istituzionale è un po’ carente”.

Il vettore low cost irlandese – prima compagnia in Italia, nel 2022 ha totalizzato 45,7 milioni di passeggeri, pari a un terzo del totale – contesta dunque l’intervento statale chiedendo un passo indietro in nome della concorrenza e del libero mercato. Nel frattempo dalla scorsa settimana Ryanair ha annunciato la riduzione di circa il 10% dei voli da e per la Sardegna e la Sicilia, due delle aree più interessate dal caro voli.

Il tavolo tecnico

Urso al termine del tavolo tecnico si dice soddisfatto: “È stato un incontro costruttivo, servirà anche eventualmente a migliorare il contenuto del decreto nel percorso parlamentare. Si tratta di conferire alle authority dei poteri maggiori per garantire ai consumatori e ai vettori la massima trasparenza sulla formazione dei prezzi e sulle risorse che ciascun aeroporto intende investire per la sua connettività”.

Interpellato in merito alle nuove polemiche sollevate da Ryanair, il ministro replica: “La cosa importante è che tutte le autorità competenti abbiano giudicato positivamente l’iniziativa del governo, è una rarità, questo ci dice che siamo sulla strada giusta per realizzare un mercato libero”.

Particolare attenzione durante la riunione è stata posta alla necessità di maggior trasparenza rispetto alla composizione del costo dei biglietti aerei e dei meccanismi che portano alla formazione del prezzo, oltre alle risorse che ciascun aeroporto investe per favorire la propria connettività.

Al tavolo erano rappresentati di Ita Airways, Ryanair, Malta Air, Aeroitalia, Easyjet, Wizz Air, Neos, Sky Alps e Volotea, delle organizzazioni delle compagnie aeree Iata, Aicalf e Ibar, delle associazioni che rappresentano i gestori degli aeroporti Assaeroporti e Aeroporti 2030, di Assoclearance e Assohandlers.

 

La riproduzione è espressamente riservata © Agi 2023

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