Studi sul Medioevo ad Alvito

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In data 23 settembre, presso il teatro comunale di Alvito, l’Archeoclub d’Italia sede Val di Comino, in collaborazione con il Comune di Alvito e la partecipazione di Storia Live ed Italia Medievale, ha presentato gli atti dei convegni (terzo volume) riferiti al periodo 2020-2022. Sono stati presentati gli studi sulla Visione di Alberico da Settefrati svolti in occasione per il settimo centenario della morte di Dante Alighieri e la pubblicazione del discorso del professore universitario Francesco Flamini avvenuto ad Alvito nel 1907 in occasione della cerimonia organizzata in ricordo di Mario Equicola, umanista e scrittore alvitano. Ferdinando Marfella ha presentato gli articoli sul cimitero napoleonico di Fontechiari e le attività svolte sui canali social dell’Archeoclub nel corso della pandemia.

Le presentazioni sono state intervallate dalle letture delle poesie scritte da Ester Tullio. Storia Live ed Italia Medievale hanno presentato gli studi svolti nel riprodurre l’armatura dei Cavalieri di Alvito ricostruita partendo dall’analisi delle fonti locali. Il relatore, Matteo Evangelista Mazzenga, ha indossato l’armatura riprodotta ed ha illustrati i vari oggetti ricostruiti (corazza, elmi, spade, scudi,…) cosi come descritti nel Catalogus Baronum.

Tra le varie attività di Ricostruzione e Rievocazione storica, promosse da Storia Live in questi anni in tutta Italia, è stato illustrato il progetto “Cavalieri di Alvito”, disponibile dal 2019 su www.storialive.it/cavalieridialvito, che prevede la ricostruzione della guarnigione del castello di Alvito con milites e servientes cosi come descritti nelle fonti locali. Con questo progetto si vuole riportare alla luce e rendere fruibile a tutti, tramite attività di coinvolgimento della collettività e di didattica sperimentale, la Storia e le Storie degli antichi abitatori di Alvito e della Valle di Comino. Matteo Evangelista Mazzenga ha sottolineato che la realizzazione delle armature rappresenta solo una parte del Progetto, infatti le stesse, nelle giornate in cui non saranno indossate per eventi di rievocazione, potranno essere esposte al pubblico in un luogo adibito a tale scopo al fine di organizzare attività didattiche e di archeologia sperimentale attraverso l’ausilio di studiosi e di ricostruttori storici.

Foto: I Love Photography di Loreta Maria Iannetta

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