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Calcio: frode sportiva e migranti illegali a Prato

Sport & Motori

Alcuni dirigenti del Prato calcio (Lega Pro) avrebbero alterato i risultati di alcune partite e favorito l’ingresso illegale in Italia di minorenni africani, alcuni dei quali poi ceduti a ignare squadre di serie superiore. Inter, Fiorentina e Cittadella hanno ricevuto una richiesta di accesso agli atti societari dalla procura di Prato. I magistrati indagano, in particolare, sul trasferimento di due giovani africani che – nell’ipotesi accusatoria – avrebbero fatto ingresso in Italia con documentazioni fittizie.

Nel corso dell’indagine della Procura di Prato sui visti fasulli per far arrivare calciatori africani minorenni in Italia sono emersi anche aspetti di FRODE sportiva. L’inchiesta riguarda 12 partite fra le squadre dell’Eccellenza toscana, mentre una riguarda proprio l’Ac Prato, vale a dire lo spareggio per la permanenza in Lega Pro con la squadra Tuttocuoio. Le due sfide, giocate il 22 e il 28 maggio scorsi, hanno visto un doppio pareggio 0-0, 2-2 che ha consentito al Prato di restare fra i professionisti. “Ci sono indizi di combine”, fa sapere nel corso di una conferenza stampa il procuratore, Giuseppe Nicolosi. “È un’attivita’ che dobbiamo approfondire- ammette-. Tre sono le persone coinvolte per il momento, e’ una vicenda che per ora guardiamo tutta dal lato pratese. Non escludiamo, pertanto, degli sviluppi”. Non risulta indagato il presidente uscente del Prato, Nicola Radici mentre le investigazioni colpiscono Paolo Toccafondi, attuale presidente nonche’ amministratore delegato della societa’ nella stagione uscente. Invece, per ora non ci sono indagati sul versante del Tuttocuoio, la squadra di Ponte a Egola (Pisa). “Sono stato contattato dal procuratore federale- annuncia Nicolosi-. Mi ha anticipato una richiesta di atti, che penso in tempi abbastanza rapidi metteremo a disposizione della giustizia sportiva”. Secondo il codice penale, in effetti, la fattispecie di reati contestati, vale a dire la FRODE sportiva, prevede la pena massima di 3 anni di reclusione, quindi non consente misure cautelari di sorta. “È una vicenda, tuttavia- precisa Nicolosi-, molto grave sotto il profilo dell’ordinamento sportivo”. Complessivamente, questo filone di indagini che considera anche i match di Eccellenza vede coinvolte 24 persone. “Pensiamo che il meccanismo- aggiunge ancora il magistrato- non ruoti attorno solo alle squadre direttamente coinvolte nel risultato, ma anche alle altre interessate per ragioni di punteggio”. Per far luce sull’esito di una partita della serie minore, inoltre, sono stati perquisiti un arbitro e un designatore.


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