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Dalle minacce di guerra all’apertura: come è successo?

Cronaca

Nel 2017 le tensioni tra USA e Corea del Nord non hanno fatto che aumentare. Nel corso della sua prima Assemblea Generale ONU, Trump ha risposto alle continue provocazioni di Kim Jong Un – tra cui la minaccia di far esplodere una bomba a idrogeno nell’Oceano Pacifico – annunciando che, se Kim avesse superato il limite, gli USA sarebbero stati disposti a “distruggere” la Corea del Nord. Minacce e insulti si sono susseguiti per settimane tra i due leader, accrescendo i timori di una possibile escalation militare. Le parole sono inoltre state accompagnate da un ulteriore inasprimento delle sanzioni unilaterali statunitensi contro Kim. Sotto le pressioni americane, anche il Consiglio di Sicurezza ONU si è mosso, approvando nuove sanzioni contro Pyongyang in agosto, settembre e dicembre 2017, nel tentativo di imporre un vero isolamento economico al paese.

In questo climax, una insperata opportunità di distensione nella penisola coreana si è presentata in occasione delle Olimpiadi invernali tenutesi lo scorso febbraio in Corea del Sud. Uno spiraglio si è aperto tra Kim e il Presidente sudcoreano Moon Jae-in, fortemente intenzionato a rilanciare il dialogo inter-coreano – e a mediare affinché possa riprendere anche quello tra Pyongyang e Washington – per convincere il regime nordcoreano ad abbandonare il nucleare.

L’amministrazione americana si è dapprima detta scettica in merito alla possibilità che eventuali miglioramenti nei rapporti tra le due Coree possano incidere positivamente sul dossier del nucleare nordcoreano; tuttavia, un meeting tenutosi lo scorso 5 marzo tra Kim e i rappresentanti del governo di Seoul sulla scia della ‘tregua olimpica’ sembra aver dato i suoi frutti. In seguito a questo incontro, il leader nordcoreano avrebbe infatti espresso, tramite un messaggio recapitato a Trump dalla delegazione sudcoreana, la propria volontà di incontrare il Presidente USA a maggio e di discutere la denuclearizzazione del paese, secondo quanto reso noto da Seoul. Sebbene sull’incontro non vi sia ancora alcuna conferma da parte degli organi ufficiali del regime di Kim, Trump ha immediatamente accettato, mettendo in chiaro però che tutte le sanzioni rimarranno in vigore fino all’eventuale raggiungimento di un accordo.


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