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La straordinaria storia di Luigi Aloe in un romanzo

Il nuovo romanzo del giornalista sportivo Luigi Garlando intitolato “Mosche, cavallette, scarafaggi e Premio Nobel” edito da Harper Collins Italia, è un romanzo educativo e fonte di spunti di riflessione e imput creativi. È un romanzo destinato sia ad un pubblico di ragazzi, che al mondo degli adulti.

Il romanzo è incentrato sulla storia di Luigi Aloe che da ragazzo manovale calabrese, diventa prima tecnico di laboratorio del gruppo di ricerca di Rita Levi Montalcini in America fino a diventare un grande ricercatore guidato dalla Montalcini stessa.

Mosche, cavallette, scarafaggi e Premio Nobel” è un libro che parla di fame di conoscenza e di sogni che possono diventare realtà se affrontiamo la nostra esistenza e quotidianità con perseveranza, coraggio e curiosità.

La storia di Luigi Aloe è fonte di ispirazione per molti giovani che vogliono emergere e che hanno bisogno di credere nel proprio talento e nelle proprie risorse creative interiori. Un libro che diffonde positività e voglia di mettersi in gioco per realizzare i propri sogni ed evolvere nel corso della propria esistenza. Una storia straordinaria che si legge con piacevolezza e interesse.

Della fame di conoscenza e dell’importanza di contare su delle guide e dei personaggi educativi di riferimento per perseguire i propri sogni, ci parla il giornalista e scrittore Luigi Garlando in questa interessante intervista.

Com’è nata l’idea di scrivere questo romanzo su Luigi Aloe?

Ho avuto modo di conoscerlo grazie ai suoi nipotini che mi hanno scritto tramite mail. Mi sono incuriosito alla sua storia e così sono giunto fino a Roma per conoscerlo di persona.

Com’è stato intervistarlo di persona? Cosa l’ha colpita di questo personaggio?

La semplicità con la quale mi ha raccontato questa storia straordinaria e la sua voglia di conoscere. È un personaggio piacevole dal quale si può apprendere tanto. Ci insegna che non si finisce mai di crescere ed imparare da qualsiasi tipo di esperienza di vita che ci si ritrova ad affrontare.

Luigi Aloe ha la possibilità di essere guidato da Rita Levi Montalcini.  Per lei che è molto vicino al mondo dei ragazzi, quanto è importante per contare su una guida nel corso della propria esistenza? Lei ne ha mai avuta una?

Luigi Aloe nel corso della sua esistenza ha potuto contare su diverse “guide” importanti.  È importante contare su di esse. Il mio libro insegna che ognuno è fautore del proprio destino e che queste guide possono aiutare le persone a perseguire i propri obiettivi esistenziali. Per quanto riguarda la presenza di una guida nella mia esistenza, potrei citare il direttore che mi ha assunto. E’ stata per me una figura che mi ha ispirato e trasmesso i valori professionali. Mi ha permesso di svolgere il lavoro che amo. È una figura professionale che mi ha ispirato tanto.

Il messaggio che il suo libro diffonde è di non arrestare mai la propria fame di conoscenza che spesso risulta più importante di un titolo. Lei cosa ne pensa al riguardo?

Sono completamente d’accordo su quello che ha detto la Montalcini. La fame di conoscenza è più importante di una preparazione scolastica. È un invito ai professori odierni a non fermarsi ai concetti nozionistici ma di andare oltre, aiutare ai ragazzi a far emergere le proprie risorse interiori creative, il proprio talento. La Montalcini come educatrice ci insegna ad andare oltre le convenzioni e gli standard educativi imposti dal sistema.

Quali consigli darebbe a tanti Luigi Aloe che qui in Italia non riescono ad emergere professionalmente?

È un periodo critico questo per i giovani.  Uno dei miei rimpianti personali è proprio quello di non aver intrapreso un percorso di formazione all’estero che è invece molto utile. Io credo che studiare all’estero sia un’esperienza molto formativa e la consiglierei vivamente ai giovani italiani.

Lei nei suoi libri racconta storie di vite straordinarie. Per lei cosa significa raccontare la vita?

Racconto storie di persone di cui ho tanta stima e che sono in grado di diventare punti di riferimento per i ragazzi di oggi come ho fatto con Falcone e Che Guevara. Per me significa sviluppare spunti di riflessione e imput creativi attraverso le loro storie di vita che diventano esempi e guide per le generazioni di oggi.

Lei scrive principalmente libri per ragazzi. Secondo lei c’è un modo privilegiato per avvicinare i ragazzi al mondo della lettura?

Bisognerebbe parlare di argomenti che i ragazzi amano. Io lo faccio da anni parlando di calcio, argomento che appassiona molto le nuove generazioni. I bambini, leggendo storie di calcio, si accorgono che leggere è piacevole e si appassionano ad altri generi e altri libri. Secondo me occorre presentare nei libri, storie di personaggi dai quali trarre insegnamenti umani utili per la loro crescita e vita. I ragazzi sono portati a seguire i grandi ideali e hanno bisogno di esempi e testimonianze importanti. Bisogna proporre storie di grandi sogni.

Perché il lettore de IlCorriereNazionale.net dovrebbe leggere il suo romanzo?

A prescindere dall’età ognuno può immedesimarsi efficacemente nella fame di vita e conoscenza di Luigi Aloe.  È un libro utile sia ai ragazzi che agli adulti. Aiuta a far riscoprire una scienziata come Rita Levi Montalcini che è un grande esempio di vita per molti. È una lettura gratificante e piacevole.

Mi ha molto colpita una citazione del suo libro in cui la Montalcini esorta le figlie di Luigi Aloe a coltivare la propria fame di conoscenza. Secondo lei come possiamo cibare la nostra mente affinché non invecchi?

Allenare la curiosità quotidiana, porsi delle domande e dei dubbi. Leggere tanto che è una sorta di palestra per la mente. Non accontentarsi della ripetitività delle azioni quotidiane. Imporsi attività nuove come imparare uno strumento o una lingua nuova.

Progetti futuri…

Ho scritto molto in questi ultimi mesi. A maggio uscirà un libro vicino alla mia produzione di giornalista sportivo che parlerà dell’esperienza di Arrigo Sacchi durante la coppa dei Campioni vinta nell’89 a Barcellona.

Mariangela Cutrone

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