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Ed oggi sinistra: il campo dei non vincenti

Elezioni in Umbria: analisi risultati oggi tocca alla sinistra non vincente e decisamente in fibrillazione

Politica

Ieri cominciando l’esame dei risultati dell’elezioni regionali in Umbrio https://www.corrierenazionale.net/2019/10/28/tesei-governatrice-dellumbria-trionfo-di-salvini/ ho esaminato la situazione nel centrodestra. Un’analisi veloce ed a pelle: prima o poi occorrerà approfondire seriamente, comprenderne le dinamiche e le pulsioni tanto a livello di vertive e di leader, quanto a quello i una base, che poi in politica sono gli elettori o meglio i supporter.

Ho concluso, promettendo che oggi mi sarei occupato dell’altra o delle altre parti. Altre è più corretto. Magari politicamente sbagliato, ma lessicalmente corretto. Sentendo ieri Di Maio che sintetizzava “l’esperimento umbro” come una sonora bocciatura da parte dei suoi e, pertanto, “capitolo chiuso”, mi sono chiesto: “Ma il prof. Pasquino che …… parla a fare?” Aveva appena detto, ospite di Mara Merlino, che essendosi costituito un blocco di centrodestra, che purtroppo, visti i risultati in Umbria, rischia di divenire un blocco di destra e basta, è assolutamente indispensabile che altrettanto si faccia da parte di chi la pensa diversamente: cioè un unico blocco di centro-sinistra. Certo, bastava guardare i risultati elettorali regionali umbri sul sito ufficiale del Viminale per vedere nel centrosinistra accanto al Candidato “governativo”, appoggiato cioè dalla coalizione che sta governando il Paese, altri due distinti candidati governatori sotto il vessillo leggermente differenziato fra i due, ma sempre contemente falce e martello. In tutto non hanno sommato che un migliaio di voti, ma non è questione di numeri, ma di principi, ma di immagine da offrire all’elettorato, di senso di respondabilità. Diamo a Cesare quel che è di Cesare e riconosciamo subito che i mal di pancia non sono solo in casa pentastellata, ma pure nel Pd e nel resto della coalizione. Però se nel Pd è Marcucci, quello che twitta preconizzando il funerale dell’alleanza a livello locale, quindi il capogruppo al senato che se non è l’ultimo venuto, non è nè il segretario (Zingaretti prudentemente si astiene dal dire sciocchezze), nè il capo delegazione (Franceschini tenta di fare il pompiere e gettar acqua sul fuoco), nel M5S a parlare così violentemente è stato il capo politico Luigi Di Maio. che se è vero che spesso si è rimangiato quanto appena sostenuto, è vero anche che rappresenta plasticamente quanto pensa la maggioranza della base pentastellata. Vero pure che nel Pd a livello di circoli, soprattutto nei paesi ed in periferia si respira (mi riferiscono, sono in convalescenza e mi muovo il meno possibile) un’aria molto simile.

Liberi ed Uguali tace, come dichiarano praticamente nulla Più Europa ed i Verdi ecologisti  che sono parte organica della maggioranza di governo. I partitelli hanno il problema di superare la soglia di sbarramento e dovranno, quindi, necessariamente allearsi fin da subito. 

Chi non chiude bocca ed ha da dire su tutto è Matteo Renzi. In realtà. per il suo carattere è stato costretto al silenzio per troppo tempo: scoppiavva! Finalmente ha il suo nuovo giocattolo, Italia viva, e se da un lato spesso esprime idee interessanti, che potrebbero anche essere parte della base del programma di governo, altrettanto spesso esagera, lancia proposte paradossali, sapendo bene che sono impraticabili. Non ha ancora deciso, insomma se curare l’immagine (con proposte “cazzare” alla Borghi, per intenderci) o badare alla sostanza proponendo cose fattibili ed alle quali la base elettorale potrebbe rispondere positivamente.

Aprono la bocca molti cmprimari, ma giusto per il gusto di ascoltarsi poi in tv, perchè tanto non dicono assolutamente nulla di attendibile o che possa contare. Calenda e Richetti stanno “lavorando” al loro progetto. Qualche maligno ha commentato ” azz’ finalmente stanno lavorando…… attenti al terremoto”, ed uno, ancora più maligno ha attribuito la battuta a Matteo Renzi.  

In sostanza il centrosinistra (con o senza trattino, secondo tradizione) è ancora in alto mare. Speriamo non continui a perdere tempo e si mettano a lavorare a programmi e progetti unitari facendo combaciare i desiderata e le esigenze delle rispettive basi. Effettivamente non si può vincere essendo percepiti come una coalizione contro……, urge darsi una propria identità ben riconoscibile, condivisibile e soprattutto capace di suscitare entusiasmo e recuperare l’elettorato che non vota. Fino a che ci saranno quelli che non votano la politica subirà una sconfitta e in Umbria il secondo partito col 35% è stato quello del non voto. Dato migliorato rispetto al passato, ma purtroppo sempre troppo alto. E come dar torto agli elettori disgustati dalla e della politica.

Gianvito Pugliese – capo redattore centrale  gianvitopugliese@g.mail com; pugliese@barisera.it

 

 


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