La Croazia entra nell’Eurozona e nell’area Schengen

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La nazione balcanica è la ventesima ad adottare la moneta unica. Von der Leyen incontra il primo ministro Plenkovic al valico di Bregana-Obrezje: “Un giorno da festeggiare”

© Damir Sencar/ AFP – Il premier croato Andrej Plenkovic e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen

 

AGI – Oggi, domenica 1 gennaio 2023, la Croazia è passata all’euro ed è entrata nella zona senza passaporti dell’Europa, due importanti pietre miliari per il paese dopo l’adesione all’Ue quasi dieci anni fa. A mezzanotte la nazione balcanica ha detto addio alla sua valuta, la kuna, ed è diventata il ventesimo membro della zona euro. È diventata anche la ventisettesima nazione nell’area Schengen, che consente a più di 400 milioni di persone di muoversi liberamente tra gli Stati membri.

“Sono entusiasta di essere qui con voi. È un giorno da festeggiare. Credo che in questo primo gennaio non ci sia posto migliore in Europa per celebrare un nuovo inizio e un nuovo capitolo se non qui, al confine tra Croazia e Slovenia”. Sono queste le parole usate dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per celebrare l’ingresso della Croazia nella zona Schengen e nell’Eurozona.

Il luogo prescelto è il valico di Bregana-Obrezje, dove il capo dell’esecutivo europeo è giunta con il primo ministro croato, Andrej Plenkovic, e la neo-presidente slovena, Natasa Pirc Musar.

“Un giorno di gioia e di orgoglio”

“Oggi”, ha proseguito von der Leyen, “è un giorno di gioia e di orgoglio non solo per il popolo croato, ma anche per tutti i cittadini d’Europa, poiché vengono eliminati nuovi confini tra i Paesi del continente, questa volta tra la Croazia da un lato e la Slovenia, l’Ungheria e l’Italia dall’altro. I turisti, coloro che hanno le famiglie in diversi Paesi, coloro che fanno affari, passeranno senza problemi, senza controlli di frontiera e senza ostacoli. Le comunità si avvicineranno”.

I cittadini croati, ha aggiunto von der Leyen, “ricorderanno per sempre il giorno in cui hanno iniziato a pagare con l’euro, quando per la prima volta è stata coniata una moneta in euro con il vostro stemma: è un legame tra la vostra identità nazionale e il vostro percorso europeo”. L’euro, ha sottolineato la presidente della commissione Ue, “ci rende più resilienti, facilita gli investimenti e le attività commerciali attraverso le frontiere, dà vita alle nostre economie, apre posti di lavoro, migliora la prosperità e la stabilità macroeconomica: è più di una moneta, è un segno della nostra unità”.

Lagarde: “Un successo eccezionale”

La Croazia ha “ottenuto un successo eccezionale e questa è una grande notizia”. La presidente della Bce, Christine Lagarde, commenta così l’ingresso di Zagabria nell’Eurozona e nell’area Schengen. “Riuscire a fare tutto questo, coprendo tutte le aree in un periodo di dieci anni tra l’adesione all’Unione europea e l’ingresso nell’area dell’euro”, sottolinea in un’intervista al quotidiano Jutarnji List, “è un successo incredibile. La Croazia ha attuato le riforme e le ristrutturazioni necessarie e ha fatto di tutto per continuare ad avere finanze pubbliche solide. È quindi pienamente meritevole di essere ammessa nell’area dell’euro il 1 gennaio 2023, ed e’ meraviglioso dare il benvenuto al 20esimo membro della famiglia proprio quando si celebra il 20esimo anniversario delle banconote e delle monete in euro. È una grande notizia e un motivo per tutti noi di festeggiare”.

Secondo Lagarde, “è positivo avere l’euro perché può fungere da scudo. Una volta che si diventa un paese dell’area dell’euro lo si è per sempre. Tutti per uno e uno per tutti. Siamo tutti uniti in questo”. La presidente della Bce rassicura i cittadini croati anche sul fronte dell’inflazione. “Sono abbastanza vecchia”, afferma, “per ricordare quando la Francia è diventata membro dell’area dell’euro e abbiamo scambiato il franco con l’euro.

Eravamo preoccupati che l’abbandono della nostra moneta e l’adozione della moneta comune potessero avere gravi conseguenze in termini di aumento dei prezzi e di minore indipendenza. Tuttavia, guardando indietro, possiamo dire che la scelta è stata ripagata: l’euro ha portato protezione e forza”.

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