Industria ferroviaria? Distrutta

Economia & Finanza

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Cinque le  italiane presenti nella classifica Fortune delle 500 più grandi società, a livello mondiale.

 Entrano in classifica le società che hanno ricavi superiori a 26,1 miliardi di euro.

Le italiane sono in ordine di classifica  Assicurazioni Generali (72 posto), Enel (90), Eni (111), Intesa Sanpaolo (298)  e Poste Italiane (378).Il fatturato complessivo di queste 500 società è pari a 37.800 miliardi di dollari.

Da osservare che nemmeno uno dei gruppi manifatturieri italiani troviamo nella classifica.

Negli anni 90 l’IRI era al 7 posto, la Fiat al 13, l’Eni al 17, Montedison all’85, Olivetti al 179 posto. Addirittura in rapporto al fatturato l’Italia si collocava al 6 posto.

Sono arrivati poi i grandi cervelloni del pensiero unico neoclassico e della moneta unica che avrebbe risolto tutti i nostri problemi ed è cominciato lo smantellamento dei grossi gruppi pubblici e la indifferenza per la morte di quelli privati.

Voglio  raccontare la storia della liquidazione dell’industria ferroviaria italiana.

Le ferrovie erano clienti di Fiat Ferroviaria S.p.A., Ansaldo Trasporti S.p.A., Breda Costruzioni Ferroviarie S.p.A., Tecnomasio e Firema, che avevano espresse delle eccellenze come l‘Elettrotreno rapido 300 o ETR.300, conosciuto  come Settebello, in esercizio dal 1952 e per quaranta anni.

Altro gioiello ma prodotto da Fiat è stato il Pendolino, un treno ad assetto variabile.

Partiva alle 7 e alle 19 da Roma e da Milano impiegando  3 ore e 58 minuti per arrivare a destinazione.

Nel 1988 il Pendolino effettua viaggi sul percorso Rorino/Napoli poi collegamenti con Venezia, con Bolzano e Milano/Ancona impiegando 3 ore. I passeggeri trasportati nel 1995 furono 2,2 milioni.

IL Pendolino era stato il risultato di anni di lavoro di tecnici  ferroviari italiani ma nel 2000, proprio a seguito dell’ETR 500 presentato come il gioiello,  Fiat ferroviaria per 300 milioni fu acquistata da ALSTOM.

Trenitalia nei prossimi due anni arricchirà la sua flotta di Frecciarossa di 40 esemplari pagandolo ognuno 28,7 milioni di euro e questi soldi andranno, a Hitachi Rail. Nel 2010 Ansaldo-Breda forni 50 esemplari di ETR 1000 al prezzo di 30,8 milioni di euro, a convoglio.

 Nel 2015 l’amministratore delegato di Finmeccanica,  l’Ing. Moretti ex sindacalista delle ferrovie ed ex amministratore delegato di Fs vendette Ansaldo Breda a Hitachi Rayl Italy nel nuovo ruolo di  amministratore delegato di Finmeccanica.

“ Muore” Ansaldo Breda,  il giorno dei morti di otto anni fa. Aveva 100 anni di esperienza e commesse con Trenitalia, Ferrovie Nord Milano e ATM di Milano.

Alla Finmeccanica gestione Moretti restarono  alcuni stabilimenti, che fanno manutenzione e la opaca questione dei contratti, della fornitura di elettrotreni ai Paesi Bassi: gli  ETR 700 chiamati anche Albatros consegnati, in ritardo e accusati di essere difettosi da parte degli olandesi.

Come risolvono il problema con olandesi e belgi ? Semplice alla italiana, pur in presenza di certificazione che conferma la rispondenza degli elettrotreni venduti agli standard richiesti.

La capogruppo di Ansaldo-Breda, Finmeccanica gestione Moretti si riprende i 16 treni ETR 700 e restituisce i 125 milioni incassati.

Si evita così la procedura giudiziaria. Succede poi che gli ETR restituiti vengono ceduti, a Trenitalia con appalto a procedura negoziata e impiegati prima sulla Torino/Milano poi sulla Ancona/Milano ed esteso l’uso a bari e Taranto.

Alla fine Trenitalia toglie le castagne dal fuoco alla Finmeccanica di Moretti mentre Hitachi Rail Italy si prende commesse,  per la costruzione di treni per un valore di 2,6 miliardi.

Quattro anni fa il colpaccio del contratto con Trenitalia, per la fornitura di 135 convogli a“ regime binario”, diesel/elettrico più 14 ETR 1000, comprensivi di manutenzione.

Tenendo presente questi eventi il cittadino contribuente italiano consapevole, che ogni anno alle FS vengono trasferiti 10 miliardi di euro si chiede, ma perché è stata venduta una attività che andava benissimo?  Oltre ad Ansaldo Costruzioni, l’AD di Finmeccanica ha venduto anche Ansaldo STS azienda strategica e leader nel segnalamento ferroviario.

Questi i nostri presunti grandi manager? Uguali a quelli che hanno liquidato il sistema delle partecipazioni statali degli anni 90? Smantellato il sistema misto, venduto IRI, EFIM, le tre banche di interesse nazionale. ?

IL ricavato di quella svendita? 200 mila miliardi di lire. Paese impoverito ma manager ricchissimi.

 L’ex sindacalista Fs, poi manager di Fs e poi di Finmeccanica, in 4 anni ha intascato 9 milioni 262mila euro come “indennità compensativa e risarcitoria”, oltre alla“ liquidazione di fine rapporto” e incentivazioni varie. Ma non è finita. Ulteriori 180 mila euro per  “rinunce specifiche effettuate dall’ingegner Moretti nell’ambito della risoluzione del rapporto”.

Noi, noi non siamo nemmeno, in grado di ricordare cosa e come è accaduto, non siamo capaci di trarre lezioni dal passato recente.

Lor Signori ad arricchimento progressivo mentre il coefficiente di Gini della diseguaglianza dei redditi peggiora (0,28 nel 1985 e 0,32 nel 2020) e il 12% dei lavoratori vive in condizioni di povertà. Sono definiti working  poor e hanno un reddito sotto gli 11.500 euro.

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